Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:40

Toyota: l’elettrica che non c’è.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

TOKYOToyota non ha in gamma un’auto elettrica. Mentre le rivali annunciano una moltiplicazione infinita di modelli solo a batteria, la Casa giapponese si è finora tirata fuori dalla partita. Una scelta spesso criticata: perché il costruttore numero uno al mondo (la testa della classifica è in evoluzione continua) è così in ritardo?

La risposta arriva da Shigeki Terashi, vice presidente esecutivo e a capo dello sviluppo tecnologico di Toyota: “Non siamo indietro rispetto agli altri perché un’auto elettrica ha gli stessi componenti di ibride e ibride plug-in che noi già vendiamo in milioni di esemplari”. Non a caso Terashi ha anticipato che nel 2025 la Casa giapponese arriverà a quota 5,5 milioni di vetture elettrificate l'anno.

Un'elettrica differente per ogni mercato

Semmai il problema è rendere il business sostenibile: “I volumi sono in crescita ma rimangono bassi e soprattutto concentrati in una sola area geografica”. I numeri gli danno ragione: lo scorso anno si sono vendute nel mondo 1,21 milioni di vetture elettriche, delle quali oltre 700mila in Cina. "Il business sta in piedi solo con gli incentivi", ripete più volte Terashi. Difficile così ragionare in termini di strategia globale. Meglio andare lentamente e a singhiozzo, con vetture diverse per ogni mercato: una berlina in Cina, un suv negli Stati Uniti e una compatta in Europa.

E in effetti è quello che emerge dall’incontro con Terashi che, sollecitato da domande su modelli e programmi di lancio, limita così la risposta: “Nel 2025 la gamma Toyota avrà una consistente offerta di auto elettriche in grado di soddisfare la domanda”. Per capire quanto valga quel "consistente", bisogna però rifarsi all'annuncio dei mesi scorsi: dieci modelli a sola batteria disponibili dalla prima metà del 2020. Tanti a sentire i giapponesi, pochi se rapportati ai 70 - con orizzonte temporale spostato al 2028 - del gruppo Volkswagen.

Si parte dalla Cina, con una berlina – seguirà un crossover - prodotta insieme a Byd. A distanza di qualche mese toccherà al Giappone con l’Urban Compact, la due posti più piccola di una Smart e presentata in queste ore al Tokyo Motor Show. Per l’Europa si vedrà: dovevano essere tre nel 2021 ma Terashi ha già spostato l'asticella verso il 2022 e 2023. Niente illusioni dunque per vedere presto in strada il concept LQ nella foto.

Batterie allo stato solido: non prima del 2025

Nessun riferimento da parte neppure alla e-TNGA, la piattaforma dedicata ai veicoli elettrici sviluppata a partire dalla stessa TNGA e utilizzata dalla nuova generazione della Mirai a idrogeno. Più definito invece il passaggio dalle attuali batterie al litio ai sistemi allo stato solido che promettono una maggiore densità di energia e l’assenza di problemi di surriscaldamento: “Saranno utilizzate per la prima volta a bordo dell’e-Palette, il veicolo elettrico che metteremo a disposizione di atleti e staff delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Se parliamo però di produzione su larga scala bisognerà attendere ancora qualche anno: direi non prima del 2025”, conclude Terashi.

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