Ultimo aggiornamento  26 ottobre 2020 22:12

Tokyo: il Motor Show perde l'auto.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

TOKYO - È una scelta che farà discutere ma è un messaggio che anticipa il futuro. Tanto più se a farla è il primo costruttore al mondo. Tra qualche ora si apre l’edizione 2019 del Tokyo Motor Show e Toyota ha anticipato che nel suo spazio non ci sarà nessuna auto. Almeno come l’abbiamo pensata finora. Al centro della scena solo la mobilità.

Il messaggio che arriva da Tokyo è chiaro: il vecchio concetto di vettura privata è destinato a finire. Il come e quando lo scopriremo presto. L’industria automobilistica ha capito che forse per continuare a sopravvivere dovrà trasformarsi in un fornitore di mobilità. Vendere servizi piuttosto che auto. Ecco allora che l’unico modello tradizionale di Toyota – si fa per dire visto che è la Mirai a idrogeno – sarà esposto nello spazio della Jama, l’associazione dei costruttori giapponesi. Non è dunque nemmeno un caso che proprio la stessa nuova generazione della Mirai sia stata anticipata qualche giorno fa e non qui al Motor Show.

La mobilità di Toyota a Tokyo si declina allora con una piccola elettrica con un'autonomia da 100 km dedicata alla città (ultra-Compact Bev), un concept (LQ) connesso con tutto quello che c'è fuori e autonomo pronto a trasformarsi in un taxi robot o in un veicolo di car sharing del futuro, un van elettrico che funziona da bus a chiamata (e-Palette) e una serie di soluzioni per il cosiddetto "ultimo miglio" - la distanza che ci separa dalla destinazione finale - come i monopattini elettrici.

Soluzioni destinate a tutti. Perché è questo il messaggio più importante: la mobilità per definizione deve includere. I veicoli del futuro, qualunque essi siano e comunque siano resi disponibili al cliente finale, devono essere accessibili soprattutto a chi, come le persone disabili, non possono farne a meno. Questione di business ma anche di civiltà.

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