Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:59

Come Audi risparmia sui costi di sviluppo.

Paolo Odinzov ·

Un tempo per mettere a punto una vettura prima di avviarla alla commercializzazione ci volevano chilometri e chilometri di test su strada e in pista in modo da sperimentare ogni condizione di guida possibile. Oggi basta un simulatore per riprodurre fedelmente quasi tutte le situazioni cui può andare incontro un'automobile durante la marcia, ricevendo le stesse sensazioni che si avrebbero stando seduti al volante di una vera vettura in un contesto reale.

Un abitacolo che si muove in tutte le direzioni

Alla Audi utilizzano - per verificare le caratteristiche di guida dei nuovi modelli già all’inizio del processo di sviluppo - un simulatore dinamico nel loro Technical Development Center. Ha una parte dell'abitacolo montata su un supporto idraulico con sei gambe in grado di muoversi fino a 60 centimetri in tutte le direzioni. E prevede uno schermo di fronte al conducente, alto 4 metri e ampio 180 gradi, che riceve le immagini da sette proiettori a Led. Ogni movimento è fedele al millimetro agli input provenienti dal veicolo virtuale e la resistenza dello sterzo è resa attraverso un attuatore elettronico.

Si può anche andare in pista

“Con questo simulatore può essere riprodotto ogni modello inserendo dati come la massa, la tipologia di sospensioni, le dimensioni e la potenza del motore. E, grazie a un particolare algoritmo del software di gestione, le sensazioni sono davvero realistiche”, spiega Richard Uhlmann, capo sviluppo Audi. “Tra le opzioni disponibili è possibile non solo di scegliere una infinità di percorsi stradali dove effettuare i test ma anche diversi circuiti di prova. Come quello olandese di Zandvoort (che rientra in Formula 1 dal prossimo anno) dove si può correre da soli contro il cronometro o con il riferimento di altre auto”.

Una soluzione efficace nella progettazione

Ovviamente guidare un’auto virtuale, per quanto accurata, non può sostituire al 100% i test con i veicoli reali, soprattutto per quanto riguarda la messa a punto della dinamica di marcia e il comfort. Alcuni tipi di movimenti, infatti, possono essere replicati solo parzialmente e altri invece per niente. “Si tratta però di una soluzione efficace nella progettazione delle nuove auto in termini di tempi e soprattutto di costi", ribadisce Uhlmann.

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