Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 21:19

Salone di Tokyo 2019: partita a batteria.

Edoardo Nastri ·

La 46esima edizione del Salone di Tokyo (24/10-4/11) conferma il trend di tutti gli ultimi motorshow globali: i marchi partecipanti calano, il pubblico diminuisce. Nel Sol Levante quest’anno la partita la giocano quasi solo i costruttori giapponesi - gli unici stranieri sono Mercedes, Smart, Renault e Alpine - con l'obiettivo di cambiare la natura dell’evento, trasformandolo da classico autoshow a una manifestazione più coinvolgente con attività collaterali musicali, culturali e sportive.

In assenza di competitor stranieri i marchi giapponesi hanno campo libero per mostrare i loro nuovi prodotti, da vetture di serie a keicar (le tipiche minicar destinate esclusivamente al mercato interno nipponico) del futuro fino a prototipi a guida autonoma. Il denominatore comune è l’elettrificazione, espressa in tutte le sue forme: auto ibride, plug-in, 100% a batteria, a idrogeno. 

Dominazione Toyota

Il gruppo Toyota è quello che presenta più novità e che cerca di diversificare il più possibile le sue attività come dimostra il coinvolgimento come partner a quattro ruote del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Appuntamento per il quale il marchio schiererà il massimo della sua tecnologia: dagli e-Palette a guida autonoma alle vetture e bus a idrogeno. Il costruttore giapponese porta il suo primo veicolo elettrico, che è stato pensato per la città: 2,5 metri di lunghezza, 1,3 di altezza per 100 chilometri di autonomia. 

Per confermare l’importanza del Salone, il gruppo è presente al completo anche con i marchi Daihatsu e Lexus ed è possibile che parli perfino Akio Toyoda, il presidente di Toyota, su un palco ricco di novità. Tra le più importanti c’è la nuova Toyota Mirai, berlina a idrogeno che stupisce per un design più convenzionale dell’attuale. Lexus porta la sua prima elettrica pura in forma di concept.

Una vettura che mostra una visione sul futuro del marchio che sarà affiancata da concept car e prototipi pensati soprattutto per il mercato giapponese.

Gli altri marchi

Non mancano gli altri costruttori del Sol Levante, con una presenza un po’ più in sordina e meno modelli da svelare: da Suzuki a Honda, con Subaru, Mitsubishi, Nissan e Mazda. Proprio Mazda vive un momento importante con la première mondiale della sua prima auto elettrica. La e-Tpv (nome in codice del modello) è costruita su una piattaforma modulare per suv a batteria e monta un accumulatore da 35,5 chilowattora ricaricabile in circa 30 minuti con una colonnina veloce.

Tra i veicoli pensati anche per l’Europa c’è la nuova generazione della Honda Jazz, che arriverà nel Vecchio continente solo con motorizzazione ibrida. Secondo quanto dichiarato dal costruttore giapponese, lo schema propulsivo della monovolume compatta sarà composto da un motore termico (2 litri a benzina) e due elettrici. Per il resto la partita di Tokyo si gioca in casa, con un'esposizione di modelli particolarmente incentrata sul mercato locale. La sfida è a colpi di keicar, le vetture piccole nelle dimensioni ma grandi nei numeri: sono le più vendute del Giappone.  

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