Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 03:43

Daihatsu Copen, a Tokyo arriva la GR Sport.

Angelo Berchicci ·

Non solo ibride e auto a idrogeno. Al Salone di Tokyo (24 ottobre – 4 novembre) Toyota presenta anche un’auto sportiva a cielo aperto, seppur in miniatura: la Copen GR Sport. Si tratta di una nuova versione della vettura commercializzata con il marchio Daihatsu (acquistato da Toyota nel 2016), che ora riceve le cure della Gazoo Racing, il reparto che mette a punto le vetture sportive e da corsa di Toyota.

Dinamica di guida ottimizzata

La piccola convertibile viene sottoposta a una serie di modifiche finalizzate a migliorarne le doti dinamiche: ci sono nuovi elementi di rinforzo che vanno ad irrigidire il telaio, l’assetto riceve molle e ammortizzatori ritarati e cerchi di maggiori dimensioni. Inoltre, per migliorare la reattività ai comandi, la risposta del servosterzo elettrico è stata resa più diretta.

Le altre modifiche riguardano l’estetica della vettura, con nuovo frontale, griglia più ampia e spoiler posteriore più pronunciato. Infine, all’interno fanno bella mostra di sé due sedili sportivi Recaro.

Propulsore invariato

Nessuna modifica è stata apportata al propulsore, per una ragione molto semplice: la Copen rientra nella categoria delle Kei Car, un segmento presente solo in Giappone per il quale la legge prescrive una cilindrata massima di 660 centimetri cubici e una potenza non superiore ai 64 cavalli. Due soglie che il piccolo tre cilindri a benzina sovralimentato della Copen raggiunge già in configurazione standard.

Dimensioni, peso e le altre caratteristiche che rendono unica la vettura rimangono invariate su questa versione GR: 3,4 metri di lunghezza (meno di una Fiat 500) per 850 chili di peso, trazione anteriore con cambio manuale e differenziale autobloccante (optional) o cambio automatico CVT a 7 rapporti, due posti secchi e tetto rigido ripiegabile elettronicamente.

Solo per il Giappone

Come la Copen normale, anche la GR Sport rimarrà esclusiva del mercato giapponese. La seconda generazione della piccola convertibile Daihatsu, introdotta nel 2014, non è mai arrivata in Europa, a differenza della prima, dalle forme più tondeggianti, che è stata venduta anche in Italia con un 1.3 aspirato.

Il settore delle vetture cabrio in Italia è appannaggio per lo più di Smart e Mini, a dimostrazione che gli italiani apprezzano le scoperte di piccole dimensioni. Tuttavia, ha un peso marginale (è stabile allo 0,5% del mercato) e molti costruttori stanno scegliendo di abbandonare il segmento (come Fiat con la 124 Spider e Mercedes con la SLC).

Peccato non vedere la GR Sport anche sulle nostre strade, nonostante l’auto sia un estremo esempio di quel downsizing, ovvero l’adozione di propulsori sovralimentati e con una bassa cilindrata, che tanto viene utilizzato dai costruttori europei per ridurre consumi ed emissioni. Formula che può conciliarsi anche con il divertimento di guida. Parola di Copen.  

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