Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 21:48

Turchia, Volkswagen frena.

Angelo Berchicci ·

La controversa situazione internazionale generatasi dopo l’inizio dell’operazione militare turca nel nord della Siria rischia di avere gravi ripercussioni nel settore automotive per il paese del presidente Erdogan.

Decisione in sospeso

La Volkswagen, che era prossima a firmare i contratti per l’apertura di uno stabilimento vicino Smirne, ha deciso di fare marcia indietro e congelare la decisione in attesa che si calmino le acque. A riportarlo è la testata tedesca Handelsblatt, secondo la quale a frenare i vertici del gruppo ha contribuito in maniera sotanziale il rischio di sanzioni economiche, che rischiano di abbattersi sulle relazioni commerciali della Turchia.

Secondo quanto riporta il quotidiano economico, a Wolfsburg sono intenzionati ad agire con la massima prudenza per evitare eventuali danni d'immagine che potrebbero venire causati da un cospicuo investimento in un paese attualmente al centro di una grave controversia.

Un'operazione che divide

L’iniziativa militare sta infatti attirando non poche critiche nella comunità internazionale, tra cui quelle dello stesso governo tedesco e dell’Unione Europea. Anche il Congresso degli Stati Uniti, a differenza del presidente Donald Trump, non appoggia l’iniziativa militare.

“Stiamo osservando la situazione con grande preoccupazione” ha dichiarato al quotidiano una fonte anonima interna al gruppo, aggiungendo che, prima dello scoppio delle ostilità, la firma dei contratti era imminente.

Investimenti per 2 miliardi

Appena la notizia dello stop è stata diffusa, il titolo dell’importatore di Volkswagen in Turchia, Dogus Otomotiv, ha perso il 6,5%. Il gruppo aveva pianificato di investire 2 miliardi di euro per il suo stabilimento turco, che avrebbe dato lavoro a circa 5mila persone e in cui sarebbero state prodotte le prossime generazioni di Skoda Superb e Volkswagen Passat.

La location su cui molto probabilmente sarebbe sorto l’impianto era la città di Manisa, a pochi chilometri da Smirne. La Turchia  aveva prevalso su altri paesi dell’est Europa, come Bulgaria e Romania, perché più economica per quanto riguarda la manodopera e con un bacino di potenziali acquirenti maggiore.

Tutti i piani per ora sono stati messi in pausa ma, se l’incertezza causata dalla situazione internazionale dovesse durare, non è detto che Volkswagen non torni a considerare un sito alternativo all’interno dell’Ue.

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