Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 17:11

L'empatia delle auto robot.

Linda Capecci ·

Alexander Mankowsky, art director presso la Casa automobilistica tedesca Daimler, in occasione dell’Herald Design Forum 2019 di Seoul ha affermato che l’empatia dovrebbe essere una priorità nella mobilità del futuro in modo che le aziende possano implementare la capacità di interazione tra veicoli automatizzati e pedoni.

Psicologia su quattro ruote

Lo studioso di filosofia e psicologia, che da quando è entrato nella divisione di ricerca di Daimler nel 1989 si è concentrato sulle tendenze sociali della mobilità, ha tenuto un intervento dal titolo “Ethics by Design: Informed Trust, un concetto di interazione per le auto a guida autonoma basate sull’empatia”.

Mankowsky sostiene che le auto senza conducente dovrebbero essere in grado di interagire perfettamente con i pedoni – attraverso un sistema di sensori - individuando i movimenti umani e l’ombra, per garantire l’assoluta sicurezza stradale. Il ricercatore ritiene sia necessario stabilire una serie di linee guida o regole per rendere più agevole l’interazione tra persone e auto robot.

Comunicare con i pedoni

La Classe S Co-operative del marchio Mercedes-Benz, dispone di un sistema di segnalazione luminosa a 360 gradi sul tetto per avvisare i pedoni della presenza del veicolo e dei movimenti che prevede di effettuare. E’ stata concepita per essere una macchina che comunica con gli esseri umani.

“Se dobbiamo parlare di etica parliamo di ciò che è umano – ha dichiarato Mankowsky - siamo profondamente radicati nel mondo biologico. La chiave è l'empatia: la mobilità è un’attività cooperativa, basata sulla comprensione reciproca”.

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