Ultimo aggiornamento  26 gennaio 2020 11:59

California, i blackout fermano le elettriche.

Angelo Berchicci ·

Migliaia di automobilisti californiani stanno sperimentando in prima persona una delle situazioni più temute dai possessori di auto elettriche: il blackout. Da pochi giorni gran parte dello Stato americano è sferzata da forti raffiche di vento che, unite al gran caldo e alla siccità dei mesi scorsi, stanno alimentando vasti incendi.

Blackout preventivi

In molti casi i roghi sono stati innescati dalle scintille provocate dai pali dell’alta tensione crollati a causa del vento. Per scongiurare lo scoppio di altri incendi, la principale società elettrica dello Stato, la PG&E, ha deciso di sospendere l’erogazione dell’energia elettrica in numerose zone.

Si stima che siano almeno 800mila le persone colpite dai blackout programmati. Tra queste ci sono molti proprietari di auto elettriche (la California è una delle regioni con la maggior concentrazione di vetture a batteria al mondo), che in questo momento stanno vivendo il disagio di non poter ricaricare le loro vetture né in casa né nelle stazioni pubbliche.

La notte in coda per ricaricare

Prima che i blackout iniziassero Tesla ha avvisato i suoi clienti via email, consigliando di ricaricare al livello massimo i propri veicoli. Come conseguenza, le stazioni di ricarica sono state prese d’assalto da migliaia di automobilisti. In prossimità delle strutture si sono create file chilometriche, andate avanti per tutta la notte tra martedì e mercoledì.

Al momento Tesla non ha comunicato quante delle sue stazioni di ricarica sono state colpite dai blackout. Il ceo Elon Musk ha avvertito che l’azienda ha intenzione di installare nelle sue stazioni i Powerpack, accumulatori statici per lo stoccaggio dell’energia, assieme ad una serie di pannelli fotovoltaici, che serviranno per evitare simili disagi in futuro, dal momento che per la loro entrata in funzione saranno necessarie almeno alcune settimane.   

Auto di cortesia per tutti

Audi ha tranquillizzato i possessori delle sue e-Tron dichiarando che fornirà un’auto di cortesia a tutti coloro che dovessero rimanere con la vettura senza energia e nell’impossibilità di ricaricare e, in caso di necessità, inizierà ad attingere anche alla sua flotta di auto a noleggio pur di non lasciare appiedati i clienti.

L'ibrido non si ferma (per ora)

Il costruttore che esce meglio dal caos californiano sembra essere Toyota. Interrogato dai media, un venditore locale della Casa ha dichiarato che le sue auto non stanno avendo alcun problema e ha sottolineato l’importanza di avere due diverse tipologie di alimentazione, lodando lo schema ibrido utilizzato da Toyota, che affianca al motore elettrico una tradizionale unità a benzina.

Tuttavia, ha osservato il dealer, senza l’energia elettrica anche i distributori di benzina e diesel sono inutilizzabili, per cui il vantaggio dei carburanti si riduce ad una maggiore autonomia. Qualora l’interruzione di corrente dovesse durare, la mobilità al'interno dello Stato potrebbe essere messa a repentaglio, a prescindere dalla tipologia di alimentazione. In caso di blackout così vasti e lunghi, conclude il venditore, l’unico modo di spostarsi rimangono le biciclette. Ovviamente, non quelle elettriche. 

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