Ultimo aggiornamento  14 novembre 2019 14:45

Bmw: Berlino 1989, per non dimenticare (VIDEO).

Linda Capecci ·

Il 9 novembre di quest'anno ricorrono i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, avvenuta nel 1989. Bmw decide di celebrare l'evento che ha cambiato la storia della Germania e di tutta l'Europa con un cortometraggio: “The Small Escape”, diretto dal regista di spot commerciali Alex Feil e che ha come protagonista una Isetta, la mini car prodotta dal marchio bavarese.

Mini film per una mini auto

Siamo nel 1964, il mini-film racconta la storia vera del meccanico Klaus-Günter Jacobi - oggi, a 79 anni, guida presso il Museo del Muro di Berlino - e del suo amico Manfred Koster. Altra protagonista è la Bmw Isetta: la minuscola auto che ha aiutato in quell'anno nove persone a fuggire dalla Ddr.

Tutto iniziò quando Manfred Koster chiese a Jacobi - la cui famiglia aveva lasciato Berlino Est nel 1958 - di aiutarlo nella fuga verso Berlino Ovest. L’idea era quella di creare un nascondiglio all'interno della piccola tre ruote, 2 metri e 30 di lunghezza per 1,40 di larghezza, perfetta per sfuggire alle guardie di frontiera.

La microvettura era insospettabile, ancora oggi sembra impossibile celare anche una sola persona al suo interno. Eppure, il 23 maggio 1964, poco prima della chiusura del valico di frontiera a mezzanotte, la Bmw Isetta modificata e trasformata da Klaus-Gunter Jacobi, in modo da nascondere il suo amico, riuscì a passare, eludendo i severi controlli degli agenti della Vopos, la temibile polizia di frontiera della Germania Est.

Il lieto fine

Poco dopo aver passato il confine, Klaus-Gunter liberò il suo amico Manfred dal nascondiglio e lo strinse fra le braccia con immensa gioia. Dopo la fuga studiata dai due coraggiosi amici, altre 8 persone riuscirono nell’impresa nascondendosi a bordo dell'Isetta.

Oggi questa piccola ma grande auto che ha fatto la storia è esposta all’interno del Museo del muro di Berlino, in Friedrichstrasse, proprio vicino alla finestra che si affaccia sul Checkpoint Charlie, dove c'era il più importante posto di blocco tra il settore sovietico e quello statunitense.

Cura per i dettagli

“La Bmw Isetta può essere vista come il simbolo dell'indipendenza e dell'autonomia che la mobilità può regalare. Libertà, indipendenza e sogni: il nostro film riconosce la grinta e il coraggio delle persone che hanno reso possibile questa fuga” ha dichiarato Jens Thiemer, responsabile del gruppo Bmw in occasione della presentazione del mini-film.

La pellicola ricostruisce la realtà storica dell'epoca. Oggetti di scena, costumi, ambientazioni, che riproducono fedelmente lo stile della Germania dell’Est degli anni ’60 sono stati ricreati a Budapest, in Ungheria, sotto la guida dello scenografo Erwin Prieb.

Il checkpoint - completo di strisce su bordi e pareti - è stato ricostruito alla perfezione e contribuisce a creare un senso di ansia e oppressione che cresce nel corso del cortometraggio, per sciogliersi nel lieto fine

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