Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 12:23

Dyson, elettrica addio.

Colin Frisell ·

LONDRA - Dyson rinuncia all'auto elettrica. Lo ha annunciato a Singapore - dove il famoso costruttore di elettrodomestici voleva creare un polo proprio per le vetture a batteria - Sir James Dyson in persona. La decisione porterà alla chiusura delle strutture che dal 2017, quando era stata lanciata per la prima volta l'idea di una "elettrica inglese", erano state realizzate sia nella città-stato posta sull'estrema punta della penisola malese, che in patria, dove è stato depositato anche il marchio "Digital Motors".

Sono oltre 500 le persone impiegate che - ha detto il baronetto - "cercheremo di ricollocare all'interno dell'azienda destinandole ad altro incarico". Stessa sorte per l'Hullavington Field, una ex base militare nei dintorni di Chippenham nelle Cotswold, Inghilterra centrale, che la società aveva aquistato nell'ambito di un investimento complessivo superiore ai 2 miliardi e 700mila euro.

Batterie innovative

Le Dyson avrebbero dovuto vedere la luce tra la fine del 2020 e il 2021. Punto di forza sarebbe stato l'utilizzo di batterie allo stato solido, le stesse che stanno sperimentando anche altri costruttori, tra cui Toyota. Proprio per questo nel 2015 Dyson aveva acquistato la Sakt13, società del Michigan specializzata in questi accumulatori.

"La decisione di rinunciare all'elettrica - ha scritto il 72enne imprenditore nativo del Norfolk in una e mail recapitata alla Bbc - non dipende da problemi tecnici, anzi il nostro team ha creato una vettura innovativa ed eccitante. Il problema nasce però dalla difficoltà di conquistare spazio nel mercato, trovando degli acquirenti. Abbiamo studiato molte soluzioni, ma non siamo riusciti a escogitare il modo di rendere il progetto profittevole".

La tecnologia che è stata sviluppata soprattutto per le batterie non andrà comunque dispersa. "L'innovativo accumulatore che stiamo studiando ci sarà di grande beneficio in futuro e ci aiuterà a tentare ancora nuove strade", ha concluso Sir James.

C'entra la Brexit?

Nella comunicazione alla Bbc, Dyson non fa riferimento alla Brexit come possibile causa del suo addio al progetto di un'auto elettrica.

Un anno fa circa aveva destato scalpore (e molte polemiche) la notizia che Sir James - da sempre sostenitore e finanziatore della campagna per l'addio del Regno Unito all'Unione europea - avrebbe spostato tutte le proprie attività a Singapore.

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