Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2019 11:12

Bolivia, l'elettrica è pubblica.

Paolo Borgognone ·

"La union es la fuerza". Inutile tradurre dallo spagnolo il motto della repubblica, anzi dello Stato Plurinazionale della Bolivia, dieci milioni di abitanti a ridosso delle grandi vette delle Ande e da pochi giorni produttore in proprio di auto a batteria.

Realizzate, e forse è la prima volta, da una azienda 100% di proprietà dello stato, nel nome di quella nuova economia condivisa ed egualitaria che ha reso questo piccolo Paese del sud America un esempio nel suo continente e non solo, con un pil in crescita dal 2005 - anno di insediamento dell'innovatore presidente e capo del governo Evo Morales, tutt'ora in carica - di almeno il 5% annuo e una percentuale di disoccupazione attualmente attestata intorno al 3%.

Il Presidente alla guida

E' stato proprio Evo Morales - 60 anni, sindacalista e primo presidente indigeno del Paese, soprannominato per questo El Indio - a salire a bordo della piccola vettura, una city car declinata in due versioni, la E2 e la E3, che potrebbe diventare presto un simbolo per l'intera nazione boliviana.

Si tratta di due auto a tre posti che montano 5 batterie da 12 volt ciascuna, in grado di ricaricarsi al 100% in sette ore. La E2 ha un'autonomia di 50 chilometri e raggiunge i 45 all'ora, mentre la E3 tocca i 55 orari e può viaggiare per circa 60 chilometri. "E' con grande orgoglio - ha detto Morales - che oggi presentiamo queste automobili, le prime a batteria mai realizzate interamente da ingegneri boliviani, che si alimenteranno con l'energia che noi stessi produciamo".

El Salar de Uyuni

Le auto infatti è prodotta nella cittadina di Potosi - circa 170mila abitanti, posta a oltre 4mila metri d'altezza sull'altopiano andino e dal 1987 inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'Unesco - dalla Quantum, di proprietà della società Ylb. Una sigla che sta per Yacimientos de Litio Bolivianos, un'azienda creata nel 2017 e di totale proprietà dello stato (tutte le imprese boliviane sono state nazionalizzate da Morales fin dai primi anni del suo mandato per combattere soprattutto un'endemica corruzione), che gestisce le immense miniere di litio, elemento fondamentale per le batterie delle elettriche. 

La Bolivia sta cercando di sfruttare al massimo in particolare il Salar de Uyuni, un gigantesco deserto di sale  che si trova a 3.650 metri di quota nell'altopiano andino meridionale. Con i suoi 10.582 chilometri quadri di estensione, questo giacimento è la più grande distesa salata sulla terra.

Un centro per il futuro

La presentazione della vetture gemelle è avvenuta contestualmente alla inaugurazione - sempre a Potosi - di un grande centro polifunzionale, anche questo di proprietà dello stato, dedicato allo sviluppo di nuove idee per l'industria boliviana, in particolare per quanto riguarda l'estrazione e la lavorazione del litio. 18 aule dove decine di studenti potranno sviluppare le conoscenze necessarie a portare la repubblica andina all'avanguardia nello sviluppo tecnologico del settore estrattivo. A fianco della nuova struttura didattica sta nascendo anche una grande fabbrica che servirà a realizzare sia le batterie per le elettriche che le auto stesse.