Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 21:32

Nissan: Sunderland a rischio chiusura.

Colin Frisell ·

LONDRA - In caso di no deal Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea senza accordi commerciali (attualmente fissata al 31 ottobre), Nissan potrebbe spostare la produzione del suv Qashquai in un altro impianto e chiudere la storica fabbrica di Sunderland. La notizia - che se confermata sarebbe un disastro per l'economia del nord est dell'Inghilterra - è stata riportata per primo dal Financial Times che cita tre differenti fonti "bene informate".

Il costruttore non ha commentato le indiscrezioni, limitandosi a dire che "le scelte per ora non sono cambiate", ma è sottinteso che il futuro di Sunderland è legato alla possibilità di un accordo che eviti un'improvvisa impennata dei dazi e delle difficoltà di approvvigionamento per la fabbrica.

Notizie in altalena

Col voto del 2016 sulla Brexit, per l'impianto realizzato alla fine degli anni '80 è iniziato un periodo di estrema incertezza. Poco dopo la sorprendente vittoria del "leave", Nissan ha concluso un accordo con il governo inglese dell'allora primo ministro Theresa May che avrebbe garantito una certa stabilità alla produzione e quindi ai livelli occupazionali in cambio di una spinta propulsiva alla elettrificazione. Nell'estate del 2017 è poi arrivata la notizia che il costruttore avrebbe investito quasi 60 milioni di euro per rinnovare la fabbrica sulle rive del Wear, così da poter realizzare una doppia catena di montaggio e raddoppiare il numero di vetture sfornate dall'impianto.

Ma già a febbraio di quest'anno la doccia fredda, con la notizia dello spostamento della produzione del suv a sette posti X-Trail da Sunderland al Giappone.

Via i costruttori

Le incertezze sulla Brexit che si trascinano ormai da oltre tre anni hanno lasciato il segno sull'industria inglese dell'auto. Nel corso di questi mesi altri costruttori come Honda e Ford hanno già deciso di chiudere i propri impianti sul suolo britannico, mentre altre - come per esempio Jaguar Land Rover di proprietà degli indiani di Tata che ha parlato di tagli per 2 miliardi di sterline - hanno annunciato drastiche riduzioni negli investimenti.

A questo si aggiunga che - per timore di possibili carenze o di dazi imposti alle materie prime in arrivo dall'Europa, tutte le Case con fabbriche nel Regno Unito hanno già effettuato in aprile settimane anticipate di chiusura estiva e si preparano a fare lo stesso alla fine di questo mese. Con pesanti conseguenze sulla produzione.

Contraddizione al voto

Sunderland, paradossalmente la città inglese che ha avuto la percentuale più alta di votanti per la Brexit con il 61%, sopravvive economicamente proprio grazie all'impianto voluto nel 1986 dal governo Thatcher e che dà lavoro a 7mila dipendenti che, considerando l'indotto, salgono quasi a 30mila. Dalla fabbrica esce un terzo della produzione automobilistica del Regno Unito e il 26% di quella del costruttore giapponese in Europa.

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