Ultimo aggiornamento  29 febbraio 2020 03:02

Dieselgate, class action tedesca contro Volkswagen.

Angelo Berchicci ·

Ha preso il via a Braunschweig il processo a carico del gruppo Volkswagen per lo scandalo dieselgate del 2015. Si tratta della prima causa collettiva mai svoltasi in Germania ed è stata intentata dalla Federazione delle associazioni dei consumatori (Vzbv), sostenuta dall’automobile club tedesco Adac, in rappresentanza dei 469 mila automobilisti firmatari.

Per i risarcimenti un ulteriore processo

Nella prima udienza pe la class action i giudici hanno chiarito che il processo è finalizzato a stabilire se i possessori di automobili Volkswagen su cui era stato installato il software per alterare le emissioni abbiano subito o meno un danno, aggiungendo che per l’eventuale risarcimento non basterà il verdetto del processo. Se il tribunale di Braunschweig dovesse condannare Volkswagen, ogni cliente dovrà intentare individualmente una causa civile contro il costruttore per ottenere un indennizzo.

Esito incerto 

Data l’assenza di precedenti e la mole di persone coinvolte, i tempi del dibattimento si preannunciano lunghi. Uno dei togati, Michael Neef, ha già deluso quanti speravano in una rapida condanna per il gruppo di Wolfsburg, affermando di non ritenere scontato che i consumatori abbiano subito un danno economico dallo scandalo dieselgate.

Secondo il giudice, inoltre, per gli eventuali indennizzi bisognerà tener conto del fatto che molti automobilisti hanno continuato ad utilizzare le auto dopo la riparazione o sostituzione gratuita del motore da parte di Volkswagen.

La carta del patteggiamento

Nonostante l’esito incerto, non è detto che nei prossimi mesi il gruppo di Wolfsburg non decida di patteggiare, caso in cui gli automobilisti tedeschi potrebbero ricevere l’indennizzo senza bisogno di intentare la causa individuale. Il costruttore ha già optato per una simile conclusione in Australia, dove ha riconosciuto 127 milioni di dollari ai consumatori.

Nei soli Stati Uniti la Volkswagen ha pagato dal 2015 circa 30 miliardi di dollari tra multe e risarcimenti, mentre in Italia è stata presentata una class-action che ha registrato 76 mila adesioni, su cui la magistratura non si è ancora pronunciata.

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