Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:39

Fca, multa da 40 milioni negli Usa.

Redazione ·

Fca ha accettato di pagare una multa da 40 milioni di dollari per chiudere il contenzioso con la Sec (Stock Exchange Commission), l'ente Usa che controlla la borsa. La questione si riferisce all'accusa di aver falsificato i dati di vendita tra il 2012 e il 2016, fornendo dati gonfiati che testimoniavano una crescita che in realtà si sarebbe arrestata nel 2013.

La sanzione, fa sapere il ramo Usa di Fca, non incide sullo stato patrimoniale dell'azienda e si aggiunge a un accordo separato con alcuni investitori che avevano denunciato il gruppo per frode sui titoli e ai quali sono state riconosciute compensazioni per un totale di 14,75 milioni di dollari.

Eredità Chrysler

La vicenda nacque dalla denuncia di due concessionari sul territorio americano che sostennero di essere stati costretti a gonfiare i dati di vendita. La frode si sarebbe concretizzata attraverso un data base con i numeri effettivamente realizzati ai quali venivano aggiunte commercializzazioni fittizie quando le concessionarie non raggiungevano gli obiettivi prefissati.

Rimane ancora aperta la questione riguardante Reid Bigland - capo delle vendite di Fca negli Usa - che nel giugno di quest'anno ha denunciato l'azienda per avere trattenuto indebitamente il 90% del suo compenso, con una perdita di quasi 1,8 milioni di dollari. Secondo il manager si sarebbe trattato di una "ripicca" per la sua collaborazione con la Sec riguardo la vicenda dei dati gonfiati.

Bingland ha sempre sostenuto che il comportamento di Fca Usa era ben noto ai vertici, compreso il ceo Sergio Marchionne. Dal canto suo il manager italo canadese - scomparso il 25 luglio del 2018 - si difese affermando di aver ereditato il modus operandi da Chrysler. Questa parte della vicenda verrà discussa in una causa in tribunale: la prossima udienza è fissata per il 3 ottobre 2019.

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