Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 22:30

Brexit, dall'auto un segnale positivo.

Colin Frisell ·

LONDRA - Confusione e incertezza pesano ancora sulla politica del Regno Unito. La scadenza della Brexit, fissata per ora al 31 ottobre, è sempre più vicina e il caos sembra aggravarsi ogni giorno. Nel clima avvelenato di queste settimane un piccolo segnale positivo arriva, per una volta, dal settore automotive. La produzione di automobili nel Paese ha fatto registrare in agosto un +3,3%, il primo segno positivo dopo 15 mesi. In totale sono uscite dalle catene di montaggio 92,158 vetture. La crescita è stata aiutata anche da un aumento della domanda interna, +15,2%.

Il dato di agosto induce a un minimo di speranza soprattutto se paragonato con quello di aprile quando la maggior parte delle fabbriche britanniche hanno chiuso i battenti per alcune settimane nel timore di trovarsi di fronte a una crisi di approvvigionamenti nel caso in cui si fosse realizzata la Brexit. Il risultato fu uno scioccante -44% nella produzione.

L'industria trema

La Smmt (Society of Motor Manufacturers and Traders) che raccoglie i costruttori e i rivenditori sul suolo britannico ha manifestato moderata soddisfazione per il dato, ma non ha mancato di lanciare per l'ennesima volta un grido di allarme. "Il risultato di agosto - ha commentato il ceo Mike Hawes - conferma le difficoltà dell'intero settore. Alle tensioni internazionali si aggiunge l'incertezza per il futuro della politica del Regno Unito. Contiamo su governo e Parlamento perché si realizzi una Brexit non traumatica che permetta di evitare ulteriori frizioni e rischi di altri dazi che peserebbero sull'industria".

Nelle settimane passate il settore dell'auto - che oltre Manica vale oltre 23 miliardi di dollari - ha rinnovato l'appello alla politica e in particolare al primo ministro Boris Johnson perchè si eviti a ogni costo il "no deal", l'uscita del Paese dall'Unione europea senza accordo, peraltro la soluzione preferita proprio dall'attuale inquilino di Downing Street. "La Brexit senza accordo non è un'opzione" ha scritto la Smmt in una lettera al governo. Ma il 31 ottobre è sempre più vicino.

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