Ultimo aggiornamento  14 novembre 2019 14:37

Nissan e Ghosn, accordo negli Usa.

Francesco Giannini ·

Nissan e il suo ex amministratore delegato Carlos Ghosn hanno patteggiato un accordo con la Sec, la Commissione americana di controllo sulla borsa, sulle false comunicazioni finanziarie relative ai compensi del manager.

Nissan pagherà una multa di 15 milioni di dollari, mentre Ghosn 1 milione. L’ex ceo, inoltre, non potrà per i prossimi 10 anni servire come funzionario o direttore di una società quotata in borsa degli Stati Uniti. L'ex responsabile delle risorse umane del costruttore, Gregory Kelly ha accettato di pagare una penalità di 100mila dollari e il divieto di assumere la posizione di funzionario e direttore di cinque anni.

Processo equo

Ghosn è stato arrestato in Giappone e licenziato da Nissan l'anno scorso ed è ancora in attesa di processo a Tokyo per illeciti finanziari che il manager continua a a negare.

Il team legale di Ghosn si è detto "felice di aver risolto la questione negli Stati Uniti senza ammissione di illeciti. L'accordo con Sec permette espressamente a Ghosn di continuare a contestare e negare le accuse contro di lui nel procedimento penale in Giappone."

Gli avvocati affermano "che, in un processo equo, l'ex manager sarà assolto da tutte le accuse e completamente rivendicato."

Le accuse

Secondo la commissione Usa, Nissan avrebbe omesso di comunicare l’intenzione di pagare al manager franco-libanese 140 milioni di dollari, somma che alla fine non sarebbe stata versata. Nel procedimento appena concluso il costruttore avrebbe fornito una "significativa cooperazione", in particolare attraverso la sua nuova struttura di governance formata da tre comitati, nomine, audit, remunerazioni.

La Sec ha accusato Ghosn di aver occultato oltre 90 milioni di dollari di compensi e ha confermato come - a partire dal 2004 - il consiglio di amministrazione di Nissan avrebbe delegato proprio a Ghosn l'autorità di decidere i termini di compensazione dei singoli direttori e dirigenti, compreso il suo.

Per l’organo di controllo "l'ex ceo e i suoi subordinati, tra cui Kelly, avrebbero messo in piedi diverse attività per nascondere il pagamento della liquidazione al capo di Nissan: tra questi la stipula di contratti segreti e lettere sul calcolo dell'indennità di pensione di Ghosn retrodatate. Il tutto avrebbe portato  a oltre 50 milioni di dollari in benefici aggiuntivi."

Anche Saikawa nei guai

A inizio settembre 2019 anche l’attuale presidente e ceo di Nissan Hiroto Saikawa ha ammesso di aver percepito "a sua insaputa" compensi più alti del dovuto. Il manager si è dovuto dimettere a partire dal 16 settembre ma ha affermato che il sistema di incentivi e premi aziendali sarebbe stato un’eredità proprio del periodo di Ghosn e ha promesso di restituire tutte le cifre indebitamente incassate.

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