Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 17:58

Germania, luci e ombre sul piano anti emissioni.

Paolo Borgognone ·

Il piano del governo tedesco che prevede un investimento da 100 miliardi di euro entro il 2030 per abbattere le emissioni ha ricevuto un primo sostegno dal settore industriale, a partire dall'automotive.

Il progetto presentato venerdì 20 settembre si articola in una serie di misure: particolarmente discussa quella che fissa in 10 euro il prezzo da pagare per ogni tonellata di CO2 prodotta, a partire dal 2021. I Verdi, che ritengono questo costo troppo basso, hanno proposto di salire almeno a 40 euro per tonnellata. Tra gli altri provvedimenti previsti anche una maggiore tassazione dei carburanti tradizionali (+3 centesimi al litro entro due anni, +10 dal 2026) e sgravi fiscali ai pendolari che scelgono di viaggiare con modalità più amiche dell'ambiente.

Volkswagen plaude

E' stato Herbert Diess, il ceo di Volkswagen il primo a schierarsi: "Abbiamo bisogno - le parole del manager di Wolfsburg - di un cambio nella percezione della mobilità. L'auto di domani deve essere elettrica e lasciarsi alle spalle la fama negativa che la perseguita. Quindi è necessario che sia pulita, silenziosa e sicura. Ma per affermarsi, le vetture a batteria devono poter contare su un'infrastruttura di ricarica adeguata e nel pacchetto del governo sembrano esserci misure che vanno in questa direzione". 

"Per noi di Volkswagen - ha continuato Diess - è importante che non si si lascino per strada quelli che hanno meno possibilità economiche, i pendolari, le piccole imprese. Per questo crediamo sia giusto andare per gradi per quanto riguarda gli aumenti di benzina e gasolio".

Le altre voci

Sostegno al progetto dell'esecutivo di Berlino è arrivato anche da altre realtà economiche tedesche, se pur con qualche distinguo. Johannes Teyssen, ceo del gruppo energetico E.On ha commentato: "Le misure prese sono un passo nella direzione giusta, ma non bastano. E soprattutto  entrano in vigore dal 2025: il che vuol dire che fino a quel momento sprecheremo anni preziosi".

Di "necessità - pur in presenza di una crisi innegabile - di strumenti che preservino la competitività dell'economia tedesca" ha parlato in una nota la Thyessnkrupp, il più grande produttore di acciaio del Paese.

"Le sfide che la protezione dai cambiamenti climatici pongono sono molto semplici. L'economia reale, il sistema delle banche e il governo devono lavorare insieme per trovare soluzioni condivise", ha detto Christian Ossig, direttore della BDB, l'Associazione bancaria tedesca.

Critiche in volo

Molto preoccupato per le decisioni del governo - che prevedono anche un aumento delle tariffe aeree - è invece Lufthansa. Il principale vettore tedesco attraverso il suo portavoce ha criticato l'iniziativa che "indebolisce la competitività della compagnia di bandiera di fronte alla concorrenza internazionale".

Lufthansa propone invece un maggiore sfruttamento dei carburanti alternativi, come il kerosene sintetico e lancia l'idea che il governo utilizzi una parte degli introiti previsti dalle tasse su benzina e diesel per finanziare la ricerca in questo settore.

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