Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 05:13

Auto elettriche, batterie da una pianta tossica.

Luca Gaietta ·

Un team russo di scienziati della National University of Science and Technology (NUST) ha condotto uno studio dimostrando che alcune specie vegetali possono essere utilizzate per creare batterie e super condensatori destinati alle elettriche.

Una spugna vegetale che accumula corrente

Particolarmente adatta allo scopo si è rivelata la Panace di Mantegazza: pianta tossica, che provoca ustioni a contatto con la pelle originaria del Caucaso ma presente anche diverse altre parti del mondo tra la quali l’Italia. 

I ricercatori del NUST hanno individuato proprietà ottimali negli steli della Panace di Mantegazza, costituiti da una corteccia soda e da un nucleo interno morbido, simile a una spugna, che debitamente lavorati possono essere impiegati per creare elettrodi capaci di immagazzinare anche notevoli quantità di energia. Questo potrebbe consentire a costi contenuti la produzione di accumulatori altamente sostenibili, essendo la singolare pianta anche molto invasiva e resistente e quindi facile da riprodurre.

Carica istantanea

La sperimentazione condotta in merito ha inoltre evidenziato che, rispetto agli accumulatori chimici tradizionali, quelli ottenuti dalla Panace di Mantegazza possono essere caricati o scaricati quasi istantaneamente e garantiscono una maggiore durata nel tempo grazie alla elevata quantità di carbone attivo nella composizione.

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