Ultimo aggiornamento  19 novembre 2019 21:57

"Quadrophenia": 40 anni di un mito a due ruote.

Linda Capecci ·

14 settembre 1979. Sono passati quarant’anni dall’uscita di "Quadrophenia", il film che ripercorre traccia dopo traccia l’omonimo album della rock band inglese degli Who – produttori esecutivi della pellicola. Diretto da Franc Roddam, è ambientato nel 1964 quando gli eleganti "mods" attraversavano le città britanniche a bordo di fiammanti due ruote italiane, Vespa e Lambretta superaccessoriate in perenne contrasto con i “rockers”, in sella soprattutto alle loro moto di fabbricazione inglese, Triumph, Bsa, Royal Enfield, o (ma solo raramente) americana come le Harley Davidson.

Il film

Un film ingenuo divenuto una vera e propria opera di culto, un manifesto che gli Who hanno voluto dedicare a loro stessi e a tutti i giovani che negli anni ’60 avevano bisogno di affermare la propria identità, di forgiarla attraverso la musica e lo stile di vita. La pellicola è ambientata nel 1964, nel pieno delle tensioni tra "mods" e "rockers"; viene rievocato anche lo storico scontro di Brighton, dove si svolsero degli inaspettati tumulti con le due fazioni a fronteggiarsi lungo le strade e le spiagge della località balneare a sud di Londra.

Il protagonista è Jimmy Cooper, interpretato da Phil Daniels (che i più giovani forse conoscono per aver prestato la voce al parlato di "Parklife", canzone leggendaria del gruppo londinese dei Blur, degli anni '90) ma tra i volti noti che hanno reso indelebile quest’opera di culto c’è soprattutto quello di Sting, allora ancora sconosciuto, al debutto cinematografico nei panni del re delle feste “Ace Face”, idolatrato per il suo ineguagliabile stile.

"We are mods"

La vita del giovane Jimmy si rifà ai principi del modernismo: musica soul, rock britannico, abuso di alcol e droghe sintetiche, un’attenzione maniacale per l’estetica che si riflette nell’abbigliamento ricercato: polo, completi su misura e parka indossati dal protagonista e dai suoi compagni di scorribande.

Superaccessoriate

Vespa e Lambretta sono l’emblema di Quadrophenia: un mezzo di grande design e adatto alle esigenze della “working class” che però, secondo la cultura "mod", doveva essere customizzato al massimo per poter emergere dalla massa.

Come accade alla Lambretta Li150 serie 3 guidata da Jimmy, o ancor di più la celebre Vespa Gran Sport del 1955 del film - quella di Sting, per intenderci - color argento, decorata con 6 specchietti retrovisori, un grappolo di fanali, schienale alto in pelle: 150 di cilindrata per 100 chilometri orari di velocità.

Distruzione

La stessa Vespa che nell’impetuoso finale Jimmy farà rovinosamente precipitare dalle scogliere di Brighton, una volta capito che il senso di appartenenza al gruppo non l’avrebbe fatto sfuggire dai ruoli imposti dalle istituzioni e dalla propria “schizo” o meglio “quadro-phenia”.

Devastato e ferito, ormai privo di certezze non gli rimane che compiere un gesto di estrema ribellione: l’annientamento di un simbolo, e forse la conclusione di un capitolo della sua vita - le note che lo accompagnano sono quelle di "Love Reign O'er me". Lo scooter è distrutto, la fine è la stessa riservata di rito da Pete Townshend a tante chitarre durante i suoi live.

Tag

Lambretta  · Quadrophenia  · The Who  · Vespa  · 

Ti potrebbe interessare

· di Linda Capecci

Il museo dedicato alla storia della capitale inglese festeggia con una mostra l'anniversario dell'album della storica band punk-rock. Un viaggio tra auto, motori e tanto rumore

· di Paolo Borgognone

Il 21 ottobre di 41 anni fa il batterista degli Who saliva per l'ultima volta sul palco con la band. Famoso per i suoi eccessi, ebbe molte disavventure a quattro ruote