Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 18:59

GM: Mary Barra a rapporto da Trump.

Redazione ·

Ora e giorno dell'appuntamento, le 19 e 45 ora italiana del 5 settembre 2019. Luogo, lo studio ovale della Casa Bianca, Washington. Presenti, il 45esimo presidente degli Stati Uniti Donald John Trump e Mary Teresa Barra, ceo dal 15 gennaio del 2014 di General Motors. Argomenti in discussione, le severe critiche che il "Potus" (President Of The United States) ha rivolto a quello che ha definito "una volta il più grande gigante di Detroit, ora ridotto a essere il meno importante dei costruttori americani".

Questo è solo l'ultimo - in ordine di tempo - degli attacchi di Trump a Gm. Pochi giorni fa su Twitter il presidente ha tuonato: "Prima che io venissi eletto hanno spostato molti dei loro impianti in Cina. Non sarebbe ora che li riportassero negli Usa?".

Tra tariffe ed emissioni

In realtà il discorso tra Miss Barra e Trump dovrebbe essere un poco più ampio e toccare vari argomenti, secondo "fonti ben informate" citate da Reuters. Tutte questioni spinose: i possibili danni derivanti dalla guerra commerciale con la Cina, i contratti di lavoro in scadenza per gli operai e gli standard per le emissioni, al centro di un braccio di ferro tra la amministrazione federale di Washington - favorevole a una maggiore tolleranza rispetto ai limiti imposti dal governo di Obama - e le Case automobilistiche.

General Motors è tra i costruttori hanno concluso accordi separati con quegli Stati (tra cui California e Colorado che ha recentemente siglato un'intesa tra gli altri proprio con i rappresentanti di Gm) che lavorano a un compromesso, sperando di influenzare la politica dell'amministrazione centrale.

Il rischio concreto che si vuole evitare a ogni costo è quello del "doppio mercato" interno, con le Case impossibilitate vendere le proprie auto in certe zone o costrette a costosissimi aggiustamenti nelle emissioni tra un'area e l'altra del Paese.

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