Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 15:20

Ferdinand Piëch, l’ultimo imperatore.

Edoardo Nastri ·

Ferdinand Piëch, l’uomo che ha reso la Volkswagen il più grande gruppo automobilistico del mondo, è morto improvvisamente in Baviera all’età di 82 anni. Piëch è nipote d’arte: il nonno è Ferdinand Porsche, l’inventore del Maggiolino e della 911. L’ultimo imperatore del mondo dell’auto controllava con la sua famiglia la maggioranza del gruppo Volkswagen attraverso la holding Porsche SE, una scalata clamorosa al potere assoluto.  

Piëch si laurea in ingegneria al Politecnico di Zurigo e inizia a lavorare subito nell’azienda di famiglia, la Porsche, presso lo stabilimento di Zuffenhausen a Stoccarda. Cresce rapidamente e arriva ad essere responsabile del settore tecnico nel 1971. Passa poi in Audi, diventandone amministratore delegato nel 1983 e trasformandola nel costruttore premium che conosciamo oggi.

Durante il suo lungo regno al vertice come amministratore delegato, dal 1993 al 2002 (per poi salire alla presidenza del consiglio di sorveglianza, di fatto senza perdere potere), riesce a far scalare il gruppo tedesco da Porsche, arrivando ad ottenere sufficienti azioni per assicurarsi la maggioranza dei voti. Dopo numerosi scontri interni e poco prima dello scandalo dieselgate di Volkswagen, Piëch si dimette bruscamente da ogni sua carica nel 2015.

Luci e ombre

Nella sua carriera ci sono stati anche dei flop. E’ il caso dell’Audi A2, la prima citycar con carrozzeria in alluminio, troppo avveniristica nel design, nelle soluzioni tecniche adottate e dunque troppo costosa.

Altro caso è quello della Volkswagen Phaeton per la quale Piëch aveva sviluppato letteralmente un’ossessione. Il manager voleva realizzare la migliore e più lussuosa berlina di rappresentanza sul mercato, ma venne penalizzata dagli altissimi costi di realizzazione e dalle poche vendite (nel 2011 la produzione era stata di 11.166 esemplari, scesi a poco più di un terzo nel 2014). Per costruirla venne realizzato a Dresda un impianto produttivo futuristico dalle pareti vetrate. La Volkswagen Phaeton è uscita di produzione nel 2016 dopo 14 anni.

Il suo rapporto con gli operai

Stupisce il rapporto diretto con gli operai di un manager considerato spesso un tiranno dai suoi simili. Nel 1993 - e per fare uscire il gruppo da una grave crisi -  li convinse ad accettare la cosiddetta "settimana Volkswagen" rinunciando a 30mila licenziamenti: quattro giorni alla settimana di lavoro con conseguente riduzione di stipendio e flessibilità estrema. Così anche nel 2007, quando si mette al fianco delle rappresentanze sindacali contro l’annunciato licenziamento di 20mila persone.

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