Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 20:19

Abbey Road, i Beatles, una foto, un Maggiolino.

Paolo Borgognone ·

Cinquanta anni fa esatti, l'8 agosto del 1969, i quattro figli di Liverpool più famosi di sempre, John Winston Lennon, James Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, vero nome Richard Starkey - i Beatles - si misero in posa per sei scatti che hanno fatto la storia della musica, del costume, della fotografia e perfino dell'auto in tutto il mondo.

Davanti all'obiettivo della Hasselblad del fotografo scozzese di Dundee Iain Stewart McMillan (a cui vennero dati in tutto 10 minuti per realizzare l'immagine giusta, cercando di non far comparire traffico, pedoni, autobus) sfilano i 4 baronetti per quella che sarà la copertina del loro 11esimo disco (il 12esimo secondo alcuni che mettono nel novero anche la pubblicazione negli Usa di "Magical Mistery Tour", uscito un patria solo come EP) che si intitolerà proprio come la strada su cui affacciano gli studi della Emi a St John's Wood, nord di Londra: Abbey Road. L'lp (11esimo migliore di sempre secondo la rivista Rolling Stone) uscirà il 26 settembre 1969 e sarà l'unico a non portare il nome della band in copertina. Non ce ne era bisogno.

Una coincidenza terribile e curiosa. L'8 agosto del 1969 dall'altra parte del mondo, in una villa di Cielo Drive a Los Angeles, l'attrice Sharon Tate e alcuni suoi amici e ospiti vennero trucidati da un gruppo di persone appartenenti a una setta il cui capo si chiamava Charles Manson. Un musicista mancato, ossessionato dai Beatles e dai testi dello loro canzoni.

Una Volkswagen da leggenda

Quell'immagine - il cui impatto sull'immaginario collettivo è paragonabile forse solo a quello dell'impronta lasciata sulla luna da Buzz Aldrin (e non come molti credono da Neil Armstrong) sempre nell'estate del 1969 - ha fatto correre fiumi d'inchiostro. Sono stati scritti libri sul Maggiolino Volkswagen bianco parcheggiato sulla sinistra che apparteneva a una persona domiciliata proprio ad Abbey Road. L'auto - la cui targa venne rubata subito dopo l'uscita dell'album - fu poi venduta all'asta per 23mila dollari e da 2001 la si può vedere in un museo in Germania. A proposito, la targa: LMW28IF. 28 if ( "28 se" in italiano) fece scatenare una ridda di ipotesi. Si diceva si riferisse alla morte di Paul McCartney che sarebbe deceduto in un incidente stradale e sostituito da allora in poi da un sosia e che avrebbe avuto - appunto - 28 anni, se... fosse stato vivo. LMW venne interpretato come "Linda McCartney Weeps" cioè Linda McCartney piange. Linda Eastman era la moglie di Paul dal 12 marzo 1969. Curiosa leggenda metropolitana considerando che Sir Paul oggi ha 77 anni, è ancora in gran forma, ed è l'unico dei 4 insieme a Ringo ad essere sopravvissuto.

Nella foto, a destra, compare anche un ignaro pedone, in piedi vicino a un furgone nero (secondo i teorici della morte di Paul un "Black Maria", un mezzo che si usava per i servizi funebri) e rivolto verso le strisce pedonali. Un signore americano scomparso nel 2008 che si chiamava Paul Cole, immortalato suo malgrado dallo scatto che Iain MacMillan e i Beatles scelsero poi per la copertina del disco. Era lì in vacanza con la moglie, un'organista e non fece - parole sue - neanche molto caso "a quei 4 capelloni che parevano un po' svitati". Eppure anche Mr Cole è diventato immortale, come il Maggiolino (non a caso l'auto più longeva di sempre) i Beatles e il rock and roll.

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