Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 05:48

Se anche Bugatti fa il suv.

Edoardo Nastri ·

Tutti pazzi per i suv. Il successo delle vetture a ruote alte sembra non avere confini geografici: la quota di mercato sfiora il 35% in Europa, il 45% negli Usa e il 42% in Cina. L’architettura suv interessa tutti i segmenti possibili, compreso quello del super lusso. E dopo la Aston Martin DBX, la Bentley Bentayga, la Lamborghini Urus e la Rolls-Royce Cullinan sembra che anche Bugatti sia interessata alla realizzazione di un suo bolide full-size. “Il nostro marchio è pronto per offrire nuovi prodotti. Il motore a 16 cilindri rimane in questo momento il cuore del nostro business, ma non lo sarà in eterno”, ha detto Stefan Winkelmann, il numero uno di Bugatti, all’ultima edizione del Concorso d’Eleganza Villa d’Este.

"Non sarà un classico suv ma una vettura che rispecchi la filosofia del marchio". La scorsa settimana Herbert Diess, il ceo del gruppo Volkswagen - di cui Bugatti fa parte - è stato a Molsheim, il quartier generale del costruttore di vetture extralusso, forse per discutere di un nuovo modello in arrivo che potrebbe proprio essere un suv, visto che tutte le altre architetture sono in crisi. E se fosse elettrico? Bugatti potrebbe contare su Rimac che è per il 10% di proprietà di Porsche e che potrebbe fornire la trasmissione.

Raddoppio dell’Urus

L’introduzione di un suv in gamma implica investimenti e volumi spesso sconosciuti a questi marchi di nicchia. Ne è un esempio Lamborghini che - per la realizzazione della Urus - ha dovuto raddoppiare le dimensioni dell’area produttiva nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese (da 80 a 160mila metri quadrati). 

Il super suv del Toro ha permesso comunque anche un raddoppio delle vendite: “Nel primo semestre abbiamo consegnato ai clienti 4.553 vetture nel mondo, il 96% in più dello stesso periodo del 2018. Un vero record anche grazie al contributo sostanziale di Urus con 2.693 unità”, dice soddisfatto Stefano Domenicali, ceo di Lamborghini.

Cavallo di razza: Purosangue

All’appello mancherebbero quindi solo Ferrari e McLaren, ma da Maranello fanno sapere che sono già al lavoro. Proprio in questi giorni Louis Camilleri, ceo del Cavallino, ha comunicato che verranno svelate due nuove Rosse entro la fine dell’anno. Sembra però ancora presto per la Ferrari a ruote alte che si chiamerà Purosangue e avrà un’importanza fondamentale per fare la differenza nei mercati asiatici, Cina in primis. Lì dove le sportive estreme non vanno, per ora, fortissimo. 

Sarà qualcosa di unico, di speciale, di mai visto e ci siamo presi un po’ di tempo in più”, dice Camilleri. I costi graviteranno tutti sul quadriennio 2019-2022, mentre i benefici arriveranno solo dopo un auspicato aumento delle vendite, che potrebbe partire proprio dalla Repubblica popolare. 

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