Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 07:13

Bosch, aria di crisi.

Paolo Borgognone ·

Venti di recessione soffiano su tutto il mondo dell'automotive e la componentistica non fa certo eccezione. La conferma alle diffuse preoccupazioni del settore viene da un'intervista rilasciata al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung da Volkmar Denner, ceo di Bosch, il più grande fornitore al mondo di parti per auto.

Denner ha parlato di "peggioramento delle prospettive industriali" che ha colpito l'intero settore. Secondo il manager l'azienda di Stoccarda non sarebbe in grado di mantenere per il 2019 lo stesso margine operativo del 2018, attestato al 7 per cento. "Anche le vendite totali - ha detto - di certo non supereranno quelle dell'anno precedente".

Il futuro non è roseo. "I nostri analisti prevedono una stagnazione nella produzione di veicoli nei prossimi anni. Una situazione molto diversa dal passato,  quando c'era comunque una crescita. Il vento in poppa è sparito".

Guai per i dipendenti

Uno degli effetti più preoccupanti della crisi - ha confermato Denner - è quello sull'occupazione. "Ci saranno conseguenze per i nostri dipendenti, soprattutto negli impianti che si occupano dei motori a gasolio. Se impieghiamo dieci persone in un sistema di iniezione diesel, ce ne sono tre in un sistema a benzina e uno solo per un veicolo elettrico". Bosch, comunque, ha rassicurato il manager, "farà di tutto per realizzare la riduzione del personale in modo socialmente responsabile".

Bosch impiega attualmente 410mila persone in tutto il mondo e nella classifica stilata da Automotive News si pone tra i primi 100 fornitori globali, con vendite mondiali a case automobilistiche per 49,52 miliardi di dollari nel 2018.

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