Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2019 19:31

Usa, ricarica autonoma per l'auto robot.

Paolo Borgognone ·

Quando le auto a guida autonoma saranno diventate comuni, è praticamente certo che molte di esse saranno elettriche. Ma solitamente le stazioni di ricarica non hanno personale addetto, come i normali distributori di benzina. Ma se al volante dell'auto "assetata" non c’è nessuno, come potrà funzionare la ricarica?

Electrify America – l’azienda nata per favorire la diffusione della mobilità a zero emissioni grazie ai proventi delle mega multe pagate da Volkswagen dopo lo scandalo del dieselgate - sta collaborando con la società californiana specializzata in colonnine di ricarica Stable Auto per risolvere questo problema. La soluzione? Stazioni robotizzate, pienamente autosufficienti e capaci di dialogare con i mezzi condotti dall'intelligenza artificiale.  

Le due società hanno comunicato l’intenzione di aprire un primo sito di test a San Francisco già all'inizio del 2020. La città sulla baia - dove ha sede Stable Auto - è stata scelta in quanto già ospita flotte sperimentali di veicoli a guida autonoma in particolare le Chrysler Pacifica (ibrida plug-in) e le Jaguar I-Pace di Waymo (100% elettriche) e le Chevrolet Bolt EV a batteria di Cruise, società di General Motors.

Fa da sola

Il sito pilota sarà in grado di fare il pieno alle auto elettriche senza l'intervento umano, utilizzando bracci robotici (forniti da Stable Auto) che collegheranno i cavi di ricarica alle vetture e li scollegheranno al momento giusto. Anche il pagamento avverrà da remoto con transazioni online.

Le colonnine verranno realizzate da Electrify America e saranno da 150 kilowatt, tra le più potenti in circolazione.

Paga Volkswagen

Electrify America - che ha sede a Reston in Virginia, alle porte di Washington - è interamente finanziata da Volkswagen che vi ha investito due miliardi di dollari. Questo impegno fa parte dell'accordo che i tedeschi - in seguito allo scandalo del dieselgate - hanno trovato con l'Epa (Environmental Protection Agency).

Nel 2017 il gruppo di Wolfsburg ha accettato di pagare ai contribuenti americani quasi 15 miliardi di dollari di compensazione per aver truccato i dati sulle emissioni di alcuni motori diesel. Ogni stato Usa ha ricevuto dei fondi come risarcimento e tutti si sono impegnati a utilizzare il denaro per favorire la transizione verso forme di mobilità maggiormente rispettose dell'ambiente.

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