Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 17:13

Uber licenzia 400 dipendenti.

Valerio Antonini ·

Uber e Lyft - le principali società americane di ride hailing, il servizio di taxi con auto private - sono alle prese con crescenti difficoltà di mercato e scontano anche un debutto in Borsa deludente per entrambe.

Anche in considerazione di questa situazione Uber ha comunicato l'intenzione di licenziare circa un terzo dei dipendenti (400 unità) del ramo marketing nel quadro di una riorganizzazione della divisione, riducendo lo staff da 1.200 a 800 persone. Il ceo Dara Khosrowshahi - attraverso una mail indirizzata a tutti i dipendenti - ha annunciato la creazione di una nuova struttura centralizzata che si occuperà degli aspetti commerciali e ha sottolineato come i tagli e la riorganizzazione rientrino nell'ambito delle iniziativa necessarie a contrastare il rallentamento della crescita.

I problemi di Lyft

La rivale Lyft ha invece annunciato - con una comunicazione ufficiale alla Securities and Exchange Commission, l'ente americano di controllo della Borsa - che il direttore operativo Jon McNeill, ex dirigente con un passato anche alla Tesla, lascerà l'azienda. In proposito non sono stati diramati comunicati ufficiali e non sono stati spiegati i motivi dell'addio, così come non è chiaro se e con chi il manager licenziato verrà sostituito.

Difficoltà in Borsa

Uber è diventata una società quotata a New York nel mese di maggio, con risultati deludenti. Il titolo ha perso il 7,6% del suo valore il primo giorno di scambio. Secondo il New York Times nel secondo trimestre 2019 (i dati verranno annunciati l'8 agosto) la perdita per ogni azione sarebbe stata di 2,09 dollari, nonostante le entrate complessive abbiano raggiunto nello stesso periodo i 3,3 miliardi di dollari.

A livello globale, l'azienda attualmente impiega circa 25mila persone. Uber, così come Lyft, non considera i conducenti come dipendenti e non sono inclusi in questi numeri.

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