Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2020 11:06

Thom Yorke, alternativa elettronica.

Linda Capecci ·

Thom Yorke il 21 luglio ha conquistato il palco della Cavea dell’Auditorium parco della musica. Lo storico leader dei Radiohead, ecologista, che durante i suoi live nei primi del 2000 già gridava “we want electric cars” al microfono, continua ad evolversi: è riuscito a catturare il pubblico di Roma senza mettere in scaletta nemmeno un brano della storica band alternative rock britannica. Niente “Creep” o “Karma Police” per i suoi fan; solo brani della carriera da solista e degli Atoms for Peace.

Suoni digitali

L’artista non è affatto in decadimento e la sua intenzione non è certo quella di accontentare il pubblico e di autocelebrarsi, quanto di stupirlo e trasportarlo in un’esperienza unica: il compositore inglese trasforma la tradizionale forma-canzone destrutturandola in evoluzioni elettroniche fatte di suoni oscuri e affascinanti.

Una scenografia minimale e le proiezioni del visual artist Tarik Barri hanno accompagnato il live con un crescendo di pixel distorti e glitch in movimento: è così che Yorke ci guida, con la sua esibizione, in un percorso fatto di suggestioni uditive e visive. I suoni sono eterei, inorganici, immateriali, digitali: è la musica che si elettrifica. Il rock sperimentale che già dagli anni ‘70 riusciva ad evocare suoni alieni, spaziali, ha ora preso questa forma e viaggia sempre più verso il futuro.

Rock pulito

Yorke attraverso le sue composizioni riesce a dare voce a un pianeta in trasformazione, digitalizzato, in cui la mobilità si elettrifica e diventa sempre più incorporea, autonoma, pulita. Lo stesso leader dei Radiohead  è una delle prime personalità del mondo della musica ad aver portato avanti importanti battaglie finalizzate alla tutela dell’ambiente, rafforzando il legame tra arte e attivismo. In tour con la sua band un finto orso polare si spostava tra il pubblico, per sensibilizzare i fan sulla drammatica corsa al petrolio nella regione artica e sui danni provocati alla fauna.

Ecco un rock elettronico, limpido, come la mobilità del futuro.

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