Ultimo aggiornamento  19 agosto 2019 00:24

Volkswagen, addio Maggiolino.

Paolo Odinzov ·

Addio Maggiolino, il 10 luglio Volkswagen chiude definitivamente la produzione dell'ultima generazione del suo modello Beetle nello stabilimento di Puebla, in Messico. Un evento che passerà alla storia come proprio la celebre vettura della Casa tedesca che esce di scena dopo otto decenni di vita e oltre 22 milioni di esemplari prodotti.

L'auto del popolo

E’ il 1938 quando - in pieno dominio nazista - Adolf Hitler fa edificare una fabbrica di vetture in Bassa Sassonia con tutta una città intorno, la futura Wolfsburg. Nasce così la Volkswagen (auto del popolo) e con essa poi il Maggiolino diventato successivamente un simbolo del rinascimento economico postbellico della Germania e della prosperità della classe media. Un esempio di globalizzazione, venduto e riconosciuto in tutto il mondo.

Il progetto di Ferdinand Porsche

A progettare l’auto, caratterizzata nella linea da segni inconfondibili come la una silhouette arrotondata e il parabrezza quasi verticale, è l'ingegnere austriaco Ferdinand Porsche. Il quale studia per la vettura una meccanica che prevede un motore boxer quattro cilindri raffreddato ad aria da 22,5 cavalli nella parte posteriore e il telaio con sospensioni a ruote indipendenti che costituiscono per l’epoca un avanzamento tecnologico inimmaginabile nel settore automobilistico.

Ingaggiato da Adolf Hitler in persona, Porsche riceve dal dittatore dettagliate istruzioni: deve creare una vettura economica, con un prezzo sotto i 1000 Reichsmark, capace di trasportare 5 persone o tre soldati e di viaggiare comodamente anche sulle prime autostrade superando i 100 chilometri orari di velocità massima e consumando in media 7 litri per 100 chilometri.

Pagato degli operai

Il Maggiolino è inizialmente nominato KdF-Wagen, Kraft durch Freude-Wagen, ovvero "auto della Forza attraverso la Gioia", dal nome dell'ente dopolavoro/ricreativo di stato, appunto Kraft durch Freude. Debutta nella versione di serie al Salone di Berlino del 1939 e riscuote subito un grande successo. Per la realizzazione della fabbrica dove viene prodotto e il fatto che il prezzo alla vendita previsto per l'auto non garantisce alcun ritorno economico i lavoratori stessi si accollano - con un escamotage del führer - i costi dell'operazione. Adereriscono a una forma di finanziamento capestro che prevede una quota settimanale da devolvere per aver in seguito diritto all'auto.

La produzione sospesa

Con l’inizio della Seconda guerra mondiale l’ala motoristica tedesca è convertita in industria bellica ed è interrotta la produzione della vettura che riprende a fine del conflitto sotto la supervisione delle autorità di occupazione britanniche, con il trasferimento della Volkswagen nel 1949 al governo della Germania e allo stato della Bassa Sassonia che detiene ancora parte della compagnia.

Nel 1955, il milionesimo Maggiolino, ufficialmente chiamato Type 1, esce dalla catena di montaggio in quella che oggi è la città di Wolfsburg. Mentre il 30 luglio del 2003 il Maggiolino “originale” termina la carriera, lasciando definitivamente il testimone alla Volkswagen New Beetle già in produzione dal 1998 utilizzando come base il pianale della Golf IV serie.

Un'auto oltre il tempo

Il resto è storia dei giorni nostri, una storia che ha visto il Maggiolino - a noi ci piace chiamarlo così anche nella versione New Beetle - essere un’auto che fino ad oggi pur cambiando ed evolvendosi è sempre rimasta se stessa superando indenne guerre, rivoluzioni e perfino il passare del tempo. Poche vetture ci sono riuscite, forse solo lei.

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