Ultimo aggiornamento  18 agosto 2019 23:04

Usa, sul clima è rivolta contro Trump.

Paolo Borgognone ·

Ventiquattro governatori di stati degli Usa sfidano il presidente e chiedono alla Casa Bianca di non ritoccare le norme sulle emissioni fissate dalla amministrazione di Obama. Si tratta del più grande schieramento mai sceso in campo in questo settore. I 24 firmatari dell'appello - di cui da notizia il New York Times - rappresentano il 52 per cento della popolazione degli Stati Uniti e includono due governatori repubblicani - Charlie Baker del Massachusetts e Phil Scott del Vermont - così come quelli di quattro stati che hanno votato per Trump nel 2016, Montana, Carolina del Nord, Pennsylvania e Wisconsin.

Fronte comune

Se venissero mantenute le linee guida della precedente amministrazione in cambio di sostanziosi aiuti economici all'industria di Detroit, alle case automobilistiche verrebbe chiesto di mettere in strada entro il 2025 veicoli che consumino in media un gallone di carburante per 36 miglia.

Un obiettivo che alcune costruttori  avevano definito irraggiungibile. Tanto da rivolgersi a Trump già all'indomani della sua elezione nel 2016. La strada imboccata, però, sembra aver fatto cambiare idea alle Case. Il mese scorso 17 di loro hanno scritto a Washington chiedendo di ammorbidire l'approccio sulla questione. Il piano dell'attuale governo, si leggeva nella lettera, minacciava di danneggiare i loro profitti e produrre una situazione "insostenibile".

A spaventare i  costruttori soprattutto il cosiddetto "doppio standard", visto che la California - così come altri 13 Stati che seguono il suo esempio - hanno già dichiarato che comunque si atterranno alle regole più rigorose volute dal precedente inquilino della Casa Bianca. Questo rischierebbe la creazione di un doppio mercato interno, con conseguente vertiginoso rialzo dei costi.

Secondo un'analisi della società di ricerca Rhodium Group, se il piano di Trump dovesse entrare in funzione - e sopravvivere alle inevitabili battaglie legali che rischiano di trascinarsi fino davanti alla Corte Suprema - auto e camion americani emetterebbero, entro il 2035, fino a 321 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto ai 931 milioni previsti 

Questione politica

Ora, le richieste dei governatori aggiungono pressione sull'amministrazione Trump per riconsiderare quello che è diventato un cavallo di battaglia del presidente in tema ambientale, soprattutto in vista della corsa alla rielezione del 2020.

Mary Nichols, presidente del California Air Resources Board, l'ente regolatore del settore dello stato, ha detto che la California sta vincendo la battaglia. "Abbiamo il più grande gruppo di Stati mai riunito per sostenere la nostra posizione", ha sottolineato in un'intervista. "Il fatto che ora abbiamo oltre la metà del mercato automobilistico degli Stati Uniti che ci supporta, aiuta a credere che alla fine ci atterremo agli standard previsti da Obama. L'industria automobilistica non può pensare di costruire due tipi di auto differenti per i vari stati Usa".

La Nichols ha respinto ogni possibilità di compromesso, tuttavia ha confermato che la California è disposta a negoziare su come aiutare i costruttori, compreso l'uso di più crediti per premiare le tecnologie di risparmio di carburante.

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