Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 00:40

Europa e batterie: qualcosa si muove.

Edoardo Nastri ·

L’Unione europea vuole incentivare lo sviluppo di aziende che producano batterie per auto elettriche. Negli ultimi mesi infatti alcuni funzionari governativi guidati da Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea si sono incontrati con produttori, banche e altri operatori economici per decidere misure che attireranno investimenti di oltre 100 miliardi di euro. L'obiettivo è attivare una catena di fornitura di batterie agli ioni di litio.

Una mossa necessaria per ridurre la dipendenza dalla Cina, attualmente il primo produttore al mondo di batterie. Il settore dell’auto vale in Europa 13,8 milioni di posti di lavoro e il 6,1% dell'occupazione è legata all'industria automobilistica tradizionale e il Vecchio continente non può permettersi uno stop agli investimenti.

"Superata la rassegnazione iniziale"

Se la mobilità elettrica è il futuro, l’Europa deve produrre non solo le vetture ma anche le batterie per i motori a zero emissioni: solo così potrà garantire un’adeguata occupazione. “La volontà c’è: abbiamo superato uno stato di rassegnazione iniziale che dava per scontato che l’Europa sono sarebbe stata all’altezza di questa sfida”, dice Sefcovic a Bloomberg.

All’inizio di quest’anno il presidente francese Emmanuel Macron ha manifestato il suo disappunto per il fatto che la "quasi totalità delle batterie venga prodotta in Asia”, sostenendo la necessità di agire da europei.

Prime mosse

Nel frattempo i coreani di LG Chen e Samsung SDI e la cinese CATL hanno intensificato gli investimenti in Europa. In particolare proprio CATL vuole investire 1,8 miliardi di euro in Europa entro il 2022 e realizzare un centro per la ricerca, lo sviluppo e il collaudo di prodotti, nonché la costruzione di impianti di produzione di batterie agli ioni di litio nella regione tedesca della Turingia.

Se il programma messo in atto dall’Unione europea dovesse funzionare, entro il 2025 il Vecchio continente potrebbe arrivare ad avere l’11% della produzione degli accumulatori, contro il 4% attuale. Secondo delle stime, diventerà nei prossimi anni un mercato da più di 250 miliardi di euro all’anno.

I paesi che si stanno muovendo sono Francia, Germania, Spagna, Svezia e Polonia mentre l'Uione europea ha riunito 260 società tra cui Peugeot, Total e Siemens in un'alleanza volta a sviluppare la capacità di realizzare dispositivi di stoccaggio di energia in Europa. Restando in attesa dell’intervento dell’Italia. 

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