Ultimo aggiornamento  16 dicembre 2019 01:03

Germania, novità nello scandalo emissioni.

Redazione ·

L'ombra del dieselgate continua ad allungarsi sull'industria automotive tedesca. Secondo una inchiesta del quotidiano Handesblatt e della emittente radio/tv Bayerische Rundfunk Audi avrebbe utilizzato - fino all'inizio del 2018 - sistemi non legali per manipolare i test sui gas di scarico.

L'indagine avrebbe evidenziato che sui motori più potenti a gasolio Euro 6 della Casa di Ingolstadt sarebbero stati montati 4 differenti dispositivi per il controllo e l'abbattimento delle emissioni, dei quali almeno uno sarebbe fuorilegge. Secondo le due testate l'ennesimo capitolo del dieselgate coinvolgerebbe anche Porsche e Volkswagen, dato che i propulsori con i sistemi incriminati sarebbero stati condivisi con gli altri marchi del gruppo. Negli articoli si parla di circa 200mila veicoli venduti in Germania.

Polemiche aperte

Al centro delle inevitabili polemiche è finita la Krafthart-Bundesamt (Kba), l'ente federale che rilascia le omologazioni di veicoli e dei loro componenti in Germania, secondo standard validi in tutta Europa, accusata di aver chiuso un occhio sulla situazione.

Il dibattito si è immediatamente riacceso. Secondo l'avvocato Martin Fàhr dell'Università di Scienze Applicate di Darmstadt, che era anche un esperto del comitato di indagine sui gas di scarico del Parlamento tedesco: "Non ci sono dubbi che - almeno in un caso - si tratti di un dispositivo volto a ridurre i valori durante i test". Anche Oliver Krischer, esperto di politiche dei trasporti per l'alleanza 90/The Greens - il partito dei verdi - non ha dubbi: "Ci si aspetta che una autorità federale agisca nel momento in cui si rende conto della possibilità che ci sia una frode. Ma la Kba non ha fatto nulla".

Contattata dalle testate in merito alle notizie, Audi ha commentato di aver scambiato informazioni con la Kba senza però scendere nel dettaglio.

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