Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:58

Ford Puma, quella coupé 2+2.

Massimo Tiberi ·

Il tempio cambia la prospettiva delle cose. Oggi è una crossover compatta che si inserisce in un settore trainante del mercato, ieri una coupé dalla guida divertente e dalle prestazioni piuttosto vivaci. Stesso nome, Puma, per due auto completamente diverse, certamente però più adatto al modello sportivo del passato, anche se l'intenzione è dare anche a quello attuale un tono dinamico.

Presentata nel 1997, la piccola coupé Ford nasce in una fase difficile per questo tipo di vetture, costrette a difendersi dalla agguerrita concorrenza delle berline e berlinette tipo GTI. Rivali dirette praticamente soltanto la Opel Tigra, apparsa nel 1994,e la Renault Megane Coach del 1995, simili per dimensioni, cilindrate e potenze.

Nasce dalla Fiesta

Partendo dagli organi di base della Fiesta di quarta generazione, come del resto l’omonima odierna deriva dalla settima, la Puma di fine anni Novanta è una 2+2 lunga meno di quattro metri e dai tratti aggressivi, disegnata da Ian Callum (avrà un grande futuro in Jaguar Land Rover) secondo le tendenze stilistiche del New Edge Design Ford. Un pratico portellone facilita l’accesso ad un discreto vano bagagli, mentre i posti posteriori sono da considerare di “fortuna”. Di carattere utilitario le finiture, ma la dotazione di accessori di serie è piuttosto ricca e comprende climatizzatore, autoradio e cerchi in lega.

La meccanica segue l’impostazione prevalente nelle compatte di segmento B dell’epoca, con trazione anteriore, sospensioni posteriori ad asse torcente e impianto frenante misto. Airbag, ABS e controllo della trazione fanno da corredo in tema di sicurezza. Due i motori disponibili al lancio, quattro cilindri 16 valvole: un 1.400 da 90 cavalli e un 1.700, ad iniezione e con variatore di fase, da 125 cavalli. Entrambi, grazie anche ad un peso contenuto intorno ai 1.000 chili, offrono prestazioni di livello e la Puma più potente è in gradi di superare i 200 chilometri orari accelerando da 0 a 100 in poco più di 9 secondi. Nel 1999, assieme ad un moderato restyling si aggiungerà un 1.600 da 103 cavalli, sempre dal temperamento brillante.

Su strada, agilità e ottimo comportamento dinamico fanno della coupé Ford una sportiva di tutto rispetto, capace di misurarsi con modelli di fascia superiore senza complessi d’inferiorità, ad un prezzo non certo economico ma comunque abbordabile (in Italia, circa 30 milioni di lire per la 1.700)

Stella della pubblicità

La vettura termina il suo corso produttivo nel 2002 e non verrà sostituita nella gamma dell’Ovale Blu, seguendo l’evoluzione delle tendenze di mercato e cadendo un po’ nell’oblio anche fra le auto d’epoca.

Più viva la memoria dello spot pubblicitario della Puma, realizzato con un sofisticato montaggio delle immagini dello scomparso Steve McQueen, tratte dal film “Bullitt”, nelle quali l'attore appare al volante della piccola coupé invece della mitica Mustang protagonista della pellicola del 1968.

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