Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 01:27

Sharing mobility, fenomeno italiano.

Marina Fanara ·

Oltr5 milioni di persone nel nostro Paese nel 2018 hanno utilizzato un mezzo condiviso, circa il 20% in più rispetto all'anno precedente, i noleggi in sharing di qualunque mezzo hanno toccato i 33 milioni, in media 60 al minuto, il doppio rispetto al 2015. 

Ancora trend in positivo

I dati emergono dal 3° Rapporto sulla mobilità condivisa elaborato dall'Osservatorio nazionale sulla sharing mobility secondo il quale il fenomeno è in continua crescita, anche se non in maniera uniforme in tutto il Paese. L'auto privata, pur diminuendo la sua quota, resta comunque il mezzo più utilizzato per gli spostamenti in città. 

Stando alla ricerca, nel 2018 si registrano 363 servizi di mobilità condivisa, 14 in più rispetto al 2017: sono 7.961 le auto in sharing (di cui 6.787 in free floating, ovvero da prendere e riconsegnare anche al di fuori dei parcheggi dedicati), 2.240 scooter e circa 36.000 bici a noleggio. Sono 271 i Comuni d'Italia dove è attivo almeno un sistema di mobilità condivisa, concentrati prevalentemente al nord (57%) con Milano e Torino in testa per servizi disponibili.

Aziende: più passaggi in comune

Quanto al carpooling, è boom nelle aziende: si conferma una crescita pari a circa il 70% l'anno dei dipendenti che scelgono di usare l'auto di un collega per andare e tornare dalla sede di lavoro. Nel 2018, si registrano 380 mila passaggi per un totale di 7 milioni di chilometri percorsi. In aumento anche il carpooling extraurbano: 2,8 milioni gli utenti registrati (+15% rispetto al 2017), un milione e mezzo i passaggi sulle medio-lunghe distanze, di cui il 90% superiore ai 75 chilometri.

La riscossa dell'elettrico

Il rapporto evidenzia che i veicoli in sharing sono sempre più green: nel 2018, la quota auto e scooter elettrici è cresciuta di 16 punti percentuali e si attesta al 43% dal 27% del 2017. La svolta ecologica è dovuta soprattutto al boom delle due ruote condivise, anche se il servizio al momento è disponibile solo a Milano, Roma e Torino: nell'ultimo anno la flotta di motorini a noleggio si è arricchita di 1.740 nuovi mezzi, di cui il 90% a batteria.

Milano, leader indiscussa

Roma e Milano sono le città che vantano maggiore concentrazione e utilizzo di servizi di car sharing a flusso libero, mentre l'auto condivisa station based (il veicolo si prende e riconsegna negli appositi parcheggi) è diffusa in maniera più uniforme in tutto il Paese, con Torino in testa, grazie anche al fatto che nel 2018 si sono aggiunte altre città del sud come Napoli, Lecce, Messina, Reggio Calabria e Sassari.

Alla scoperta del peer to peer

Inizia a diffondersi in città anche  l'utilizzo del car sharing peer to peer tra privati, sistema che permette a una persona di affittare l'auto presa a noleggio a un'altra persona negli intervalli in cui non la utilizza: un modello popolarissimo in Francia che in Italia al momento conta 17mila iscritti e 1.600 auto disponibili sulle apposite piattaforme.

Largo ai piccoli, elettrici e in sharing

"I numeri della sharing mobility confermano che stiamo assistendo a una transizione epocale nei trasporti", sottolinea Michele Dell'Orco, sottosegretario Infrastrutture e trasporti, "si tratta di un percorso inarrestabile verso una mobilità sempre più condivisa e sostenibile che noi vogliamo sostenere e accelerare. Stiamo procedendo per step, ma si tratta di passaggi fondamentali". In agenda, spiega il sottosegretario, ci sono "incentivi per la massima diffusione del carpooling aziendale che ha immense potenzialità, nuove regole per favore l'integrazione tra mobilità condivisa e trasporto pubblico e il via alla micromobiltà elettrica nelle città".

"Manca solo l'ok al decreto da parte della Corte dei Conti", conclude Dell'Orco "dovrebbe arrivare entro le prime due settimane di luglio e potremo iniziare la sperimentazione in ambito urbano di monopattini, monowheel, segway e hoverboard elettrici a partire dalle città che hanno già fatto richiesta come Milano, Torino, Roma, Rimini e Cattolica".

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