Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 01:08

InTo: la fermata della metropolitana “attiva”.

Edoardo Nastri ·

TORINO - “La tecnologia deve essere messa al servizio del cittadino per semplificare al massimo la vita all’interno del contesto urbano”. Chiara Appendino, sindaco di Torino, inaugura con queste parole InTo, un progetto pilota ideato e realizzato dall'Italdesign che indica agli utenti la situazione di capienza dei vagoni della metropolitana in arrivo, grazie a delle luci a led posizionate sulle porte. Il servizio è attivo dal 21 giugno per il momento solo nella fermata Re Umberto e durerà dodici mesi.

I led cambiano colore a seconda che le carrozze siano libere (verde), semi piene (giallo) oppure piene (rosso). Prima del sopraggiungere del treno le luci si accendono per indicare lo stato di affollamento e permettere ai cittadini in attesa di posizionarsi nel punto giusto per accedere alle carrozze. “Questo servizio aumenta il confort della metropolitana di Torino”, dichiara la prima cittadina.

Come funziona

InTo sfrutta due algoritmi d’intelligenza artificiale che calcolano lo spazio residuo a bordo di ogni carrozza. Il primo algoritmo legge le immagini provenienti dalle telecamere interne ai vagoni e trasforma i segnali in dati numerici. Il secondo è previsionale e può quantificare quanti utenti lasceranno il treno nella stazione successiva.

“Entrambi gli algoritmi sono in grado di imparare nel tempo monitorando quello che accade nella metropolitana e incrociando i dati raccolti in un certo giorno di una determinata settimana in un mese definito. Così possono capire quali sono periodi e orari di maggiore affollamento e i momenti di tranquillità”, ci racconta Massimo Martinotti, responsabile del reparto Mobility Solutions di Italdesign, la divisione dell’azienda del gruppo Volkswagen che si è occupata dello sviluppo del progetto.

Laboratorio tecnologico

“InTo s'inserisce all’interno del programma CityLab che ha l’obiettivo di rendere Torino una città dove è possibile testare le soluzioni di mobilità del futuro, comprenderne le ricadute e valutarne l’accettabilità e l’impatto sociale”, spiega Paola Pisano, assessore all’innovazione del capoluogo piemontese.

Dal concepimento dell’idea alla realizzazione del progetto finale sono intercorsi circa nove mesi e la città di Torino è “sotto osservazione”: New York, Londra e Parigi starebbero aspettando i feedback degli utenti piemontesi - raccolti nell’anno di applicazione del sistema InTo - per decidere se installare il sistema anche nelle loro metropolitane. 

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