Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 01:12

24 ore di Le Mans 2019: corsa da film.

Linda Capecci ·

Scatta il 15 giugno alle 15.00 la 87esima edizione della 24 Ore di Le Mans con termine alla stessa ora di domenica 16. A dare il via una starter d’eccezione: la principessa di Monaco Charlène Lynette Grimaldi.

Quest’anno la competizione vanta il record di vetture (62) e piloti (186) iscritti. Gli equipaggi saranno divisi nelle canoniche quattro categorie: LMP1, LMP2, GTE Pro e GTE Am.

Riflettori puntati sulla scuderia Toyota Gazoo Racing, la grande favorita anche per i nomi dei driver che si alternano al volante: gli ex F1 Fernando Alonso e Sebastien Buemi oltre a Kazuki Nakajima, intenzionati a regalarsi un’altra grande vittoria, dopo quella del 2018. Tra gli italiani in gara, nella prima categoria Paolo Ruberti, nella seconda Roberto Lacorte; in GTE am invece scende in pista l'ex Ferrari Giancarlo Fisichella.

Il percorso

La 24 ore di Le Mans, che si svolse per la prima volta nel 1923, si disputa ogni anno in Francia su un tracciato semipermanente di oltre 13 chilometri, utilizzando quindi delle strade che il resto dell’anno sono aperte alla circolazione. Alcune storiche sezioni sono state sostituite, in particolare la pericolosissima Maison Blanche che sfiorava degli edifici. La parte permanente del tracciato è invece costituita dal Circuito Bugatti che viene utilizzato per diverse competizioni sportive tra cui il Motomondiale.

Una curiosità: il premio per il team vincitore è di 40mila euro (da dividere tra tutti i componenti della scuderia). Una cifra esigua per una gara di questo calibro, con marchi e piloti tra i più famosi al mondo. A testimonianza del fatto che chi prende parte alla storica 24 Ore lo fa per l’onore del titolo e il prestigio storico della competizione.

Le Mans al cinema

A partire dal 1991 ai vincitori viene dedicata una scultura con una targa in bronzo su uno dei marciapiedi della città: una sorta di “Walk of Fame” dell’automobilismo, come quella dedicata alle stelle della settima arte sul Sunset Boulevard a Hollywood. Il riferimento al mondo del cinema è d’obbligo visto che Le Mans, la gara delle gare, è stata raccontata tante volte sul grande schermo.

Indimenticabile Steve McQueen, nei panni del pilota Michael Delaney in “Le 24 Ore di Le Mans” del 1971. La pellicola racconta i retroscena della storica competizione, tra fatiche e difficoltà, e si interroga su costi e pericoli di manifestazioni come questa. Alcune sequenze del film sono state riprese durante la gara del 1970 (per la cronaca vinta da Hermann e Altwood su una Porsche 917), altre invece girate utilizzando le auto che presero parte alla corsa, noleggiate dalla casa di produzione dopo la bandiera a scacchi.

“Steve McQueen - una vita spericolata” è un documentario del 2015 che racconta, invece, l’esperienza sul set del film del ’71, profondamente sentita dall’attore, stuntman di se stesso, che in quella occasione ha dato sfoggio anche delle sue abilità di pilota.

La leggenda continua

Tra le produzioni francesi ricordiamo “Adrenalina blu- La leggenda di Michel Vaillant” (2003) sceneggiato da Luc Besson. Alcune sequenze della pellicola sono delle avvincenti riprese effettuate dal vivo nel corso della gara del 2002. Per realizzarle vennero appositamente iscritte alla gara due vetture "protagoniste" del film.

In uscita a settembre 2019 anche “Le Mans ’66-La Grande Sfida” con Matt Damon e Christian Bale, che racconta l’appassionante duello tra Ford e Ferrari sul circuito della Loira nell'edizione di metà anni '60.

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