Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 20:20

Fca denunciata dal capo vendite Usa.

Giovanni Barbero ·

Reid Bigland, capo delle vendite di Fca negli Stati Uniti, vuole portare in tribunale il gruppo italo-americano. Il manager ritiene di “aver ricevuto un trattamento discriminatorio” per aver collaborato con le autorità per l’indagine avviata dalla Sec, l'autorità di controllo della Borsa Usa, sul caso dei dati di vendita "gonfiati".

Fca avrebbe fatto alcuni ritocchi al rialzo sulle immatricolazioni, poi sanzionati. Sergio Marchionne, al tempo ceo del marchio, dichiarò di aver ricevuto in eredità da Chrysler il sistema di conteggi oggetto dell'indagine. Il gruppo ha modificato la procedura nel 2016. Bigland avrebbe deciso di collaborare con il dipartimento di Securities and Exchange Commission, ricevendo però un trattamento dall’azienda che il capo delle vendite ritiene non accettabile. 

Secondo i suoi avvocati, Bigland avrebbe subito un taglio dello stipendio pari al 90% e la vicenda gli sarebbe costata circa 1,8 milioni di dollari, riconducibili ad un mancato bonus per obiettivi raggiunti. La cifra, sempre secondo gli avvocati, sarebbe stata utilizzata da Fca in parte per pagare le sanzioni emesse a danno del costruttore dalla Sec.

Fca: “Premio al vaglio del cda”

Molto dure le parole di uno degli avvocati del manager al quotidiano Detroit News: “A Fca non è piaciuto il comportamento collaborativo di Reid Bigland con la Sec e si rifiutano di pagarlo dopo che lo scorso anno è stata registrato negli Stati Uniti l’incremento di vendite maggiore da 17 anni a questa parte”.

Immediata la risposta del gruppo: “L'assegnazione del premio a mister Bigland rimane soggetta al benestare del consiglio di amministrazione, che sta valutando l’oggetto delle indagini governative”. 

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