Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 09:45

Il governo francese: colpa di Nissan.

Redazione ·

Fca ha ritirato la proposta di fusione con Renault. Il ministro dell'economia di Parigi Bruno Le Maire - che ha da subito seguito molto da vicino lo sviluppo della situazione - ha dichiarato in un breve comunicato di "prendere atto della decisione di Fca".

La nota del ministro sottolinea: "Dalla presentazione dell'offerta, lo Stato - azionista di Renault al 15,1% - l'ha accolta con apertura e ha lavorato in modo costruttivo per avvicinare le parti". Secondo l'esponente politico, l'accordo era stato trovato su tre delle quattro condizioni imposte dalla Francia: tutela del lavoro e dei siti industriali sul territorio nazionale, governance paritaria e rispettosa degli equilibri tra i costruttori, adesione al progetto franco-tedesco sulle batterie per le elettriche. "Mancava - dice ancora il comunicato - solo l'ultimo punto: l'esplicita adesione di Nissan al progetto".

In un'intervista rilasciata nei giorni scorsi e pubblicata proprio oggi dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Le Maire diceva: "Vogliamo questa fusione. Dobbiamo prenderci il tempo sufficiente affinchè le cose siano fatte nel modo giusto".

Fiducia in Renault

Le Maire conferma anche la fiducia nel futuro del gruppo francese. "Renault - in seno all'Alliance - ha tutte le carte in regola per affrontare le sfide che attendono il settore automobilistico, in particolare per quanto riguarda la diffusione della mobilità elettrica e l'abbattimento delle emissioni".

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