Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 17:51

Fca-Renault, Di Maio critico con Parigi.

Redazione ·

Il governo italiano non ha preso una posizione ufficiale sul fallimento delle trattative fra Fca e Renault. Unica voce quella del vice premier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che - riferendosi evidentemente alla partecipazione dell'esecutivo francese nella vicenda - ha detto: "L'esito dei negoziati tra Fca e Renault dimostra che quando la politica cerca di intervenire in questioni economiche, non sempre fa bene".

Critiche ai governi italiano e francese

Il centrosinistra attacca il governo. "Il ministro dello Sviluppo economico, per sua stessa ammissione,  non sa - ha detto Carlo Calenda del Pd ed ex titolare dello stesso dicastero di Di Maio - perché siano naufragate le trattative per la fusione tra Fca e Renault". Calenda e anche il senatore suo collega di partito Antonio Misiani accostano a questa vicenda il dramma del settore acciaio con la notizia della messa in cassa integrazione di 1.400 operai della Arcelor Mittal. Sul fallito accordo con i francesi l'esponente di Palazzo Madama conferma: "E' un'altra pessima notizia, perché blocca la nascita di una realtà in grado di competere ad armi pari con i giganti mondiali dell'auto. Il confronto sembra essere stato condizionato dalle rigidità del governo francese ma anche dalla latitanza di quello italiano".

Di "indifferenza del governo, emblema di un Paese senza guida" ha parlato Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, mentre il deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli ha puntato il dito contro "il sovranismo francese che ha vinto a scapito della nascita di un campione internazionale dell'industria, capace di imporsi sulla scena mondiale". Critiche anche da Giorgia Meloni - leader di Fratelli d'Italia - che ha parlato di "richieste del governo di Parigi, presente nel consiglio di amministrazione di Renault, evidentemente irricevibili". "Il governo italiano non è pervenuto", invece, la critica di Nicola Fraoianni di Sinistra Italiana.

Imprenditori e sindacati in attesa

Il mondo del lavoro, sia sul versante degli imprenditori che dei sindacati, non nasconde delusione e preoccupazione. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha detto: "Quando gli stati iniziano a intervenire massicciamente su questioni di merito e di mercato gli effetti sono quelli dell'arretramento su alcune visioni strategiche".

"Occasione perduta" è stato il commento di Carmelo Barbagallo, segretario della Uil, mentre la sua collega della Cisl, Anna Maria Furlan parla di "straordinaria opportunità sprecata per creare una potenza europea nel settore".

Da Torino il segretario generale della Fim-Cisl Claudio Chiaie ha commentato: "Speriamo che questa trattativa riparta, nonostante le rigidità franco-nipponiche. D'altra parte Fca aveva già fatto una proposta conveniente per Renault, con il maxi-dividendo al 10%".

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