Ultimo aggiornamento  17 agosto 2019 19:27

Spider: passione a cielo aperto.

Edoardo Nastri ·

Poche cose mettono allegria come un giro su una spider o una cabriolet in una serata d’estate. Da sempre le vetture a cielo aperto sono un po’ un mito dell’automobile, i sogni nel cassetto che ogni appassionato spera un giorno di poter guidare anche solo per un weekend. Difficile però per i costruttori riuscire a far quadrare i conti per questa tipologia di modelli: il mercato sta diventando sempre più una nicchia e i volumi sono scarsi.

I numeri delle vendite di auto a cielo aperto, a due o cinque posti, sono in flessione da diversi anni. L’ultimo dato del 2018 parla di una decrescita per il mercato italiano del 26% rispetto al 2017 con 6.818 unità immatricolate. In Europa le cose non vanno meglio: 155mila tra spider e cabrio lo scorso anno per un calo dell’11%.

Vento tra i capelli ma volumi bassi

Con volumi così bassi questa tipologia di vetture rischia di scomparire. In Cina, il primo mercato di auto al mondo, sembrano non essere troppo interessati a viaggiare a cielo aperto e negli Stati Uniti si è passati dalle 290mila unità del 2006 alle 124mila dello scorso anno.  

Per salvare le spider fioccano gli accordi per una produzione condivisa: Mazda Mx-5 (che quest'anno festeggia il 30esimo compleanno) e Fiat 124 Spider, Bmw Z4 e Toyota Supra (quest’ultima al momento offerta solo in versione coupé). Qualcuno invece ha deciso di lasciare il campo libero: Mercedes, a partire dal 2020, non produrrà più la SLC (ex SLK) che aveva rivoluzionato il mondo delle vetture aperte nel 1996, grazie all’introduzione della capote rigida che permetteva più silenziosità e maggiore sicurezza. Una soluzione ripresa successivamente da altri costruttori, tra cui Bmw con la seconda generazione della Z4.

Rilancio in chiave suv

Per il rilancio delle “scoperte” alcuni costruttori hanno pensato di unire l’architettura suv, che oggi va per la maggiore, alla capote in tela. Tra i primi c’è Land Rover che nel 2015 ha lanciato l’Evoque Cabrio, la versione a cielo aperto del fuoristrada omonimo, che in 21 secondi e fino a 48 chilometri orari si trasforma in un suv senza tetto. Al momento però non è stata annunciata una seconda generazione. 

Volkswagen segue le orme del costruttore inglese e fa perdere la testa alla crossover T-Roc, che verrà prodotta dal prossimo anno in versione cabriolet nello stabilimento tedesco di Osnabrück. Per togliere il tetto alla suv compatta ci sono voluti investimenti pari a circa 80 milioni di euro. “Stiamo diventando sempre più il brand di riferimento per suv e crossover e con la cabriolet basata sulla T-Roc aggiungeremo alla gamma un nuovo modello decisamente accattivante”. Parola del ceo del gruppo tedesco Herbert Diess. 

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