Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 13:49

Il car sharing piace agli italiani.

Patrizia Licata ·

Un numero crescente di italiani sta cambiando modo di concepire l'automobile, sempre meno bene di proprietà e molto più servizio. Lo confermano i dati su noleggi e car sharing raccolti dalla 18ma edizione del Rapporto Aniasa (l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità): ogni giorno oltre 900mila persone nel nostro Paese utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 130mila quelli del noleggio a breve termine e 33mila il car sharing.

Car sharing, consumatori fedeli

Per lo sharing, in particolare, il 2018 è stato un anno di consolidamento. È finita la fase di “lancio”, quella in cui il modello innovativo attrae molti curiosi, ed è iniziata la “maturità”: gli utenti attivi (che hanno effettuato almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi) sono diminuiti (640mila contro 820mila nel 2017), ma cresce il numero di noleggi (+26,5% a quota  11.870mila) grazie a consumatori ormai affezionati che fanno ricorso sistematico ai servizi di car sharing, anche utilizzando le nuove “isole della mobilità”, come gli aeroporti di Linate e Fiumicino.

Proprio Milano e Roma si confermano le città protagoniste dell’offerta dei servizi dell’auto condivisa, con 5.200 vetture in flotta e, rispettivamente, 300mila e 200mila utenti attivi; seguono Torino e Firenze. In tutte le grandi città crescono i noleggi e i chilometri percorsi e, secondo Aniasa, il car sharing trarrebbe beneficio da una regolamentazione su scala nazionale, perché gli operatori potrebbero gestire i servizi in Comuni diversi con norme uguali, per esempio, sugli accessi Ztl, i parcheggi o l’utilizzo delle colonnine di ricarica elettrica.

Noleggio alleato dell’elettrico

Il noleggio a lungo termine è una formula cui ricorrono in Italia 77mila aziende e 2.900 pubbliche amministrazioni. Ma la grande novità per il 2018 sono i numeri messi a segno dal noleggio da parte dei privati (40mila i contratti a medio-lungo termine, se ne prevedono 50mila nel 2019): si tratta di automobilisti che hanno scelto di rinunciare alla proprietà del veicolo.

Nel noleggio spicca anche un “piccolo boom” dell’elettrico, con un aumento del 150% dei noleggi in un anno e 2.800 nuove vetture a batteria immatricolate. I numeri sono contenuti se si pensa che in Italia circolano 13mila veicoli a batteria contro 38 milioni con altre alimentazioni. Ma i costi dell’elettrico scenderanno e cominciano a vedersi più colonnine. Per Aniasa ,“il noleggio, con quasi il 60% del totale immatricolazioni, può dare un forte contributo come principale volano della svolta elettrica”.

Svolta sostenibile

Al di là della flotta a batteria, la diffusione della mobilità a noleggio produce benefici sulla sostenibilità ambientale perché le vetture offerte sono tutte Euro 6. Si tratta di automobili di ultima generazione che possono contare su emissioni molto inferiori rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: la CO2, per esempio, è ridotta della metà (per l’alimentazione a benzina) e di due terzi (per i diesel). Importanti anche i benefici per la sicurezza stradale: i veicoli più nuovi sono quasi sempre dotati di sistemi di assistenza alla guida.

Luci e ombre sulla nuova mobilità

La mobilità italiana si sta dunque evolvendo ma, per il presidente di Aniasa Massimiliano Archiapatti, manca ancora una “politica per l’automotive”. “Il mondo istituzionale trascura il valore del settore che costituisce nel complesso l’11,1% del Pil e il 16% del gettito fiscale”, ha detto Archiapatti. “Anche se il focus sulla mobilita sostenibile viene spesso posto al centro dell’agenda politica, ben poco è stato fatto al riguardo: a fine 2018 si contavano circa 38 milioni di auto, con ben 12,5 milioni ante Euro 4, pari al 33% del parco”.

Inoltre, “il clima di incertezza economica e il quadro politico degli ultimi mesi” rischia di rallentare la spinta innovativa: Aniasa non ritiene efficace la normativa bonus-malus sull’auto e si dice delusa dalla richiesta all’Unione europea di tenere fermo al 40% per altri tre anni (fino al 2022) il regime di detraibilità dell’Iva per le auto aziendali, mentre i nostri concorrenti europei sono agevolati da una detraibilità del 100%.

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