Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 15:59

55 milioni di fan per #Rispettiamoci al Giro.

Redazione ·

Al 102° Giro d’Italia l’ecuadoriano Richard Carapaz ha vinto la sfida con altri 174 corridori, tagliando il traguardo finale di Verona con la maglia rosa sulle spalle, davanti all’italiano Vincenzo Nibali e allo sloveno Primož Roglic. Ma la sfida della sicurezza stradale l’ha vinta l’ACI con l’hashtag #rispettiamoci e la campagna di sensibilizzazione per automobilisti, ciclisti e pedoni, che nelle 23 giornate della manifestazione ha raggiunto 55 milioni di persone: 8 assiepati lungo il percorso di gara e nei villaggi allestiti in partenza e arrivo di ogni tappa, 30 in tv con due spot – uno per chi è al volante, l’altro per chi pedala – girati con Ivan Basso e trasmessi su Rai2 durante le dirette del Giro; 7 su Facebook, Twitter e Instagram, dove l’hashtag #rispettiamoci ha superato 17 milioni di visualizzazioni, grazie ai tanti vip, corridori e team che hanno condiviso il messaggio.

Un milione di adesivi salva-ciclisti

Lungo i 3.500 chilometri del Giro e nei 42 villaggi allestiti in partenze e arrivi del Giro, ACI ha inoltre distribuito un milione di adesivi da apporre sugli specchietti retrovisori dell’auto, per richiamare l’attenzione dei conducenti verso i ciclisti, e 50.000 decaloghi con consigli e indicazioni su come ridurre l’incidentalità tra auto e bici. Gli istruttori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga, al seguito del Giro, hanno anche ribadito i fattori determinanti per la sicurezza e spiegato come evitare i pericoli ai bimbi del Progetto Scuola del Giro.

"Siamo contenti e orgogliosi della presenza di ACI al Giro d'Italia. Soprattutto per l'incredibile successo della campagna #rispettiamoci, andata ben al di là delle nostre aspettative". Così ha commentato Ludovico Fois, direttore della comunicazione di ACI. "L'orgoglio - ha poi continuato - viene anche dalla consapevolezza di aver saputo trasformare la formidabile opportunità di visibilità offerta dal Giro in un'occasione straordinaria per proporre e difendere la cultura della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile per tutti".

Impegno continuo per la sicurezza stradale

E’ vero che durante i 23 giorni della manifestazione si sono contati oltre mille incidenti sulle strade italiane che hanno coinvolto una bici, con 7 morti. I giornali hanno menzionato Gabriele, 15enne che ha inviato agli amici un messaggio prima dello schianto, e Roberto, 53enne capitano d’azienda scomparso durante una corsa ciclistica. Ce ne sono poi altri cinque, oltre a 1.100 feriti, che si sarebbero salvati con attenzione e consapevolezza tra gli utenti della strada: ACI non abbandona quindi l’hashtag #rispettiamoci e continuerà a battersi affinché cresca la responsabilità per una mobilità sempre più sicura e soprattutto sempre più consapevole verso gli utenti vulnerabili, come appunto ciclisti e pedoni.

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