Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:34

Uber, un miliardo di dollari di perdite.

Francesco Giannini ·

Uber ha riportato perdite per 1 miliardo di dollari (2,26 dollari per azione) nel primo trimestre di quest'anno, nonostante le entrate siano in crescita, così come gli utenti mensili.

Più entrate e più clienti

Nel primo rapporto finanziario trimestrale da quando è stata quotata in Borsa a inizio maggio, la società di ride hailing ha dichiarato di aver registrato un aumento degli introiti del 20% a 3,1 miliardi di dollari rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso. I numeri che sono stati resi noti coincidono con le previsioni che la stessa Uber aveva anticipato.

L'azienda californiana ha registrato una media di 17 milioni di viaggi al giorno. Le prenotazioni lorde, una misura del valore totale delle corse prima dei costi del conducente e di altre spese, sono aumentate del 34% rispetto all'anno passato e  hanno toccato i 14,6 miliardi di dollari. Gli utenti attivi sono saliti a 93 milioni a livello globale, da 91 milioni alla fine del quarto trimestre del 2018.

Bene il settore cibo

Tra le voci più positive del bilancio trimestrale della società c'è Uber Eats, il servizio di consegne di cibo a domicilio ha visto crescere il propio business: le entrate sono salite dell'89% rispetto a un anno fa.

Obiettivo Millennials

Tra i problemi su cui si è soffermato il ceo Dara Khosrowshahi nella conference call con gli investitori nella quale ha illustrato i risultati, ci sono ancora i difficili rapporti con alcuni Paesi nei quali il servizio di taxi con auto private è ostacolato se non addirittura vietato e anche la vertenza con i conducenti, soprattutto negli Usa. Il manager ha rassicurato tutti parlando del 2019 come di "un anno di investimenti" e le sue parole sembrano aver convinto i mercati: al termine della riunione il titolo di Uber si è apprezzato del 2,6%.

Khosrowshahi ha detto che sono due le leve per la crescita sulle quali intende puntare per migliorare ancora i conti: l'allargamento dell'offerta e quella che ha definito "un'onda generazionale": i millennials mostrano scarso interesse per il possesso di automobili e sono proprio loro i clienti perfetti di un'azienda come Uber.

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