Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 04:14

102° Giro d'Italia: la tappa finale è a idrogeno.

Redazione ·

Il 102esimo Giro d'Italia è stato il primo a muovere la carovana che ha attraversato il Paese utilizzando vetture capaci di ridurre le emissioni. Questo grazie all'impegno di Toyota che ha partecipato per la prima volta alla corsa rosa con l'ultima generazione delle sue ibride elettriche Rav4 e Corolla Touring Sports, capaci di viaggire per il 50% del tempo a batteria, senza inquinare.

Per la tappa finale di domenica 2 giugno a Verona il costruttore giapponese ha deciso di schierare una flotta di 8 Mirai, la prima berlina a celle di combustibile alimentata a idrogeno prodotta in serie al mondo.

Alcune delle Mirai - una parola che in giapponese significa "futuro" - verranno utilizzate nel "Giro Club", il servizio hospitality che accompagna gli ospiti dietro le quinte della gara ciclistica, mentre altre aspetteranno l'arrivo dei corridori all'ingresso della Arena, ultimo e inimitabile palcoscenico della competizione che assegna la maglia rosa.

Dagli scarichi solo acqua

Prodotta nell'impianto di Motomachi - fondato nell'agosto del 1959 nella prefettura di Aichi in Giappone, tra Tokyo e Osaka - la Mirai è il risultato di un progetto ventennale.  Il motore elettrico dispone di una potenza di 113 chilowatt, pari a 154 cavalli. Sfrutta l'esclusivo Toyota Fuel Cell System ed è alimentata a idrogeno. Non emette quindi CO2 o alcun altro gas inquinante e dal suo tubo di scarico esce soltanto acqua. L'autonomia garantita dalla Casa è di 500 chilometri. Finora ne sono stati venduti 8mila esemplari.

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