Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 05:49

Torino, 1° bike sharing per disabili.

Marina Fanara ·

Pedalare con le mani: è questo il meccanismo applicato alle speciali biciclette che ToBike, la società che gestisce il bike sharing a Torino, offre per la mobilità condivisa dei disabili

Torino città pilota

Ed è proprio il capoluogo piemontese a lanciare per la prima volta in Italia un servizio dedicato rivolto per lo più alle persone con difficoltà motorie (ma le city bike possono essere utilizzate da tutti) che è stato battezzato con il nome ToHandbike. E' concretamente operativo da circa una settimana, dopo una sperimentazione avviata nel 2015.

Il progetto, realizzato con Città di Torino e l'Associazione italiana paralisi spastica onlus (Aips), è finanziato dal ministero dell'Ambiente ed è offerto non come modalità assistenziale, dicono in ToBike, ma come un servizio che si integra a quelli già operativi per la sharing mobility.

Si pedala con le mani

La speciale city bike è disponibile in due versioni: la Hanbike vera e propria dotata di 3 ruote (in flotta ce ne sono 6) e l'esemplare chiamato Easybike (2 mezzi) che si aggancia a una normale carrozzina. L'accesso al servizio è semplice ed economico: bisogna prima iscriversi a ToBike e poi si avrà diritto a usare il mezzo gratuitamente per 3 giorni consecutivi ma, se serve, si può prolungare il noleggio fino a una settimana al massimo pagando 3 euro al giorno (a partire dal 4° giorno).

Consegna e ritiro a domicilio

Una volta prenotata, la bici tra l'altro verrà consegnata direttamente presso l'indirizzo dell'utente, così come sarà il gestore a provvedere al suo ritiro. E' responsabilità dell'utente invece, la custodia della bici per l'intero periodo del noleggio. 

Un progetto di inclusione

"Abbiamo potuto sviluppare questo importante progetto grazie al contributo dell'associazione Aips, che vive in prima persona le problematiche che deve affrontare chi è portatore di disabilità, soprattutto in ambito urbano", sottolinea il sindaco Chiara Appendino, "siamo orgogliosi di sperimentarlo per primi".

"Vogliamo fare in modo", aggiunge il presidente Aips Angelo Catanzaro, "che tutte le persone, soprattutto quelle più deboli, possano usufruire del bike sharing. È un progetto di inclusione che ha l'obiettivo di abbattere le barriere fisiche e culturali".

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