Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 12:20

Fca tratta con Renault, accordo in vista.

Francesco Paternò ·

Da indiscrezione a notizia, in assenza di qualsiasi smentita. Secondo il Financial Times, che esattamente due mesi fa aveva scritto per primo di contatti fra i due gruppi, Fiat Chrysler e Renault sarebbero in “trattativa avanzata” per una cooperazione ad ampio raggio che potrebbe portare “in futuro” anche a una fusione. Se così fosse, Fiat Chrysler insieme a Renault-Nissan-Mitsubishi diventerebbe la prima alleanza dell’auto al mondo per vendite, surclassando Volkswagen e Toyota. Secondo Bloomberg, l'intesa potrebbe essere annunciata lunedì 27 maggio e prevedrebbe anche uno scambio azionario.

La ricerca di un partner

Dopo il pubblico tentativo di Sergio Marchionne di fondere Fiat Chrysler con Gm, respinto clamorosamente dal gigante di Detroit, il presidente John Elkann e il nuovo ceo Mike Manley sono alla ricerca di un partner. Si parla con tutti secondo consuetudine, tant’è che in contemporanea ci sono colloqui con gli altri francesi di Psa per una alleanza industriale (sul modello di quanto Fca-Psa hanno nei commerciali), ma i colloqui con Renault sarebbero andati molto più avanti, scrive il Financial Times.

I pro e i contro

Una eventuale alleanza servirebbe ad affrontare con basi finanziarie più solide le sfide che stanno cambiando radicalmente l’industria dell’auto, elettrificazione e guida autonoma. Non aggiungerebbe invece molto a una presenza più capillare sui mercati: in Cina, Fca e Renault-Nissan-Mitsubishi hanno le stesse debolezze e pesano poco, in Nordamerica Fca fa oltre il 90% dei suoi profitti, Renault è assente ma già conta sulla solida presenza di Nissan, in Europa potrebbero essere a rischio alcune fabbriche come quando si va a fusione in qualsiasi settore.

Sul piano geopolitico, un accordo tra Fiat Chrysler e Renault non faticherebbe ad avere il via libera dall’amministrazione Trump, che non contempla – in nome dell’America First - l’arrivo di costruttori asiatici a Detroit a casa Fca, meno che mai per il marchio Jeep, bandiera yankee nel mondo.

L'attivismo di Elkann

Va notato che il Financial Times non riceve mai smentite, avendo in genere accesso alle fonti più dirette. La notizia in particolare segnala l’attivismo di John Elkann, che dopo la prematura scomparsa di Marchionne, ha preso saldamente il volante del gruppo per non lasciarlo più in mano soltanto a un Ceo. L’impressione che è che Elkann possa aver approfittato della situazione difficile in cui si trova Renault-Nissan-Mitsubishi dopo l’arresto improvviso di Carlos Ghosn, un altro Marchionne per peso specifico e capacità, inserendosi nella trattativa in corso fra Renault e Nissan sul nuovo bilanciamento dei poteri all’interno.

I problemi fra Renault e Nissan

È noto che Nissan, più grande di Renault, vuole contare di più e si oppone a una fusione sulla quale insistono i francesi spalleggiati dal governo. Le loro ultime trimestrali hanno segnalato uno scricchiolio dell’impero franco-nipponico. Ma aggiungere un posto a tavola per Fiat Chrysler potrebbe aiutare Renault a far pendere la bilancia ancora di più lontano dal Giappone, suggerisce il Financial Times.

Una tempesta perfetta dal punto di vista di Elkann, se davvero si chiuderanno le trattative per un accordo che due mesi fa – quando Ft scriveva di fusione entro 12 mesi di Renault e Nissan e dopo acquisizione di Fca - Max Warburton, il principe degli analisti automotive, aveva definito in un report “sbagliato, ingestibile e sostanzialmente improbabile”.

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