Ultimo aggiornamento  10 dicembre 2019 01:21

Mini, John Cooper Works da record.

Paolo Odinzov ·

Una Mini con oltre 300 cavalli? Solo a pensarlo a John Cooper sarebbero brillati gli occhi. Neanche lui, che in quel garage magico a Surbiton nella zona sud-ovest di Londra regalò per primo una verve sportiva e da pista alla creatura di Alec Issigonis portandola nel 1963 anche a vincere il Rally di Monte Carlo, avrebbe potuto immaginarlo.

Eppure le vetture più performanti delle Casa anglo-tedesca, che oggi portano il suo nome, sono arrivate a tanto. A scrivere l’ennesimo record nella storia di un’auto che nei suoi 60 anni di vita ha saputo attraversare indenne mode, costumi e tendenze nella mobilità, ponendosi come punto di riferimento nella sua categoria.

Dotazioni da racing

Così, la prossima Mini JCW, nelle versioni di carrozzeria Clubman e Countryman previste sulle strade a settembre, verrà equipaggiata con un inedito propulsore quattro cilindri di 2.0 litri da 306 cavalli. Un motore che prenderà il posto dell’attuale 2.0 litri da 231 cavalli, associato a una trazione integrale e a una trasmissione automatica a 8 rapporti regolate in modo da garantire alla vettura uno scatto da 0 a 100 in 4,9 e 5,1 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 250 chilometri orari.

Presente la funzione launch control per delle partenze fulminee. Come il differenziale autobloccante anteriore di tipo meccanico che aumenta il grip della vettura su fondi a scarsa aderenza. Mini a chi?

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