Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 13:55

Auto più vecchie ma le revisioni non aumentano.

Marina Fanara ·

Il parco circolante italiano è sempre più vecchio, di conseguenza dovrebbe aumentare il numero delle revisioni di legge, ma non è così. Il problema è stato sollevato da Carmela Grippa e Maria Elisabetta Barbuto, entrambe deputate Movimento 5Stelle della commissione Trasporti della Camera, in una interrogazione al ministero Infrastrutture e trasporti.

Auto sempre più vecchie

"Sappiamo che in Italia sono in aumento i centri di revisione per autoveicoli, mentre invecchia inesorabilmente il parco auto, con il 16% delle vetture circolanti con più di 15 anni", spiega Carmela Grippa, "ma le revisioni periodiche di legge non sono cresciute in parallelo: riteniamo fondamentale invece regolare l'attività dei controlli obbligatori sui veicoli. E' una questione di sicurezza per i cittadini e per l'ambiente".

I dati ACI confermano che, nel 2018, l'età media dei quasi 38 milioni di vetture in circolazione nel Paese è in aumento rispetto al 2017 e si attesta su 11 anni e 4 mesi: nel dettaglio, 14 anni e 4 mesi per le auto a benzina, 9 anni e 8 mesi per le diesel, 8 anni e 11 mesi per le benzina/GPL e 8 anni e 10 mesi per le benzina/metano.

Nessuno tiene i conti

Impossibile però, avere un conto esatto delle revisioni: "Non esiste una banca dati né sui controlli effettivamente svolti dalle officine sui veicoli né quelli effettuati dalla Motorizzazione sulle attività dei centri autorizzati".

In risposta all'interrogazione delle due deputate, il ministero Infrastrutture e trasporti ha infatti sottolineato che "l'attuale organizzazione del Dipartimento trasporti terrestri (la Motorizzazione, ndr) che ha il compito di vigilare sul settore, come è noto, soffre da anni di una notevole carenza di organico".

Inoltre: "I controlli vengono svolti prevalentemente sulle officine a seguito di segnalazioni di Autorità pubbliche, Forze di Polizia o su motivate segnalazioni dei cittadini, così come le verifiche sui singoli veicoli revisionati sono effettuate a seguito di accertata incongruenza dei dati comunicati dall’officina. In entrambi i casi non è previsto un archivio unico di raccolta dati".

Serve una banca dati 

"Accogliamo con favore la risposta del ministero e prendiamo atto delle evidenti difficoltà che la Motorizzazione ha dovuto affrontare negli anni soprattutto per la carenza di organico", sottolinea l'onorevole Grippa, "proprio per questo è indispensabile continuare affinché i controlli siano sempre più frequenti, sulle officine e sull'effettiva revisione dei veicoli, prevedendo magari anche la futura creazione di un archivio unico di raccolta dati".

Occhio alla multa

Ricordiamo che per legge un'auto va sottoposta a revisione dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni: chi non rispetta la norma (articolo 80 del Codice della strada) rischia una sanzione da 168 a 674 euro (il doppio in caso di recidiva nell'arco di 2 anni). In più, è previsto il fermo del veicolo fino a controllo effettuato. 

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