Ultimo aggiornamento  18 febbraio 2020 10:15

AutoScout24: il futuro è a 4 ruote.

Monica Secondino ·

Il 92% dei millennials pensa - entro i prossimi 15 anni - di acquistare un'automobile. Altro che disaffezione. Questo e molto altro emerge dalla nuova indagine di AutoScout24 dal titolo: “Italia mobility 2030 – I nuovi orizzonti della mobilità. Elettrico, car sharing, guida autonoma: tante strade, un unico futuro”, realizzata da Nielsen per il sito di compravendite di vetture usate.

Gli attori della mobilità del futuro

Dalla ricerca - effettuata prendendo in esame un campione composto da 7 esperti di diversi settori, 1000 consumatori di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 100 rivenditori - emerge che i prossimi cambiamenti nel settore non saranno così veloci e "a strappi" ma avverranno al contrario progressivamente: questo soprattutto a causa della lentezza dei processi chiave nel settore automotive, degli ingenti investimenti necessari e della raggiunta stabilità economica e sociale nelle aree mondiali di maggior interesse come Stati Uniti, Europa, Cina e India.  

Italia: tutto comincia in città

La ricerca conferma che nel nostro Paese saranno le metropoli a fungere da incubatori delle novità in tema di mobilità, come la diffusione dello sharing, veicoli elettrici e guida autonoma.

In Italia, Roma e Milano rappresentano i due poli opposti: nella Capitale solo l’11% dei cittadini sono soddisfatti delle offerte ricevute nel settore mobilità: la percentuale arriva invece al 40% nel capoluogo lombardo che rappresenta, tuttavia, l’eccezione. La media nazionale di apprezzamento si ferma alla soglia del 24%.

Diversi anche i comportamenti per quanto riguarda la scelta dei mezzi con cui spostarsi quotidianamente. L’auto privata è ovunque al primo posto (59%) e solo l’8% sceglie i mezzi pubblici, tranne a Milano dove il dato sale al 24% e l’auto scende al 40%. A Roma il 56% sceglie l’auto e il 9% i mezzi. L’inefficienza del trasporto pubblico sembra essere la causa principale di una mobilità così ancora fortemente incentrata sull’auto perché per ben il 95% delle persone lo indica come il primo problema, a causa soprattutto della mancanza di puntualità (53%) e della scarsa presenza dei mezzi (52%). Quando si chiede poi ai consumatori cosa si aspettano dalla mobilità del futuro, il 33% ritiene che dovrà essere più rispettosa dell’ambiente, e il 22% la immagina economicamente conveniente.

Strumento o giocattolo?

Nel futuro il trend sul possesso vedrà una polarizzazione ai due estremi: da un lato l’auto come mezzo per spostarsi, dedicata ad un target funzionale che sceglierà car sharing o veicoli economici e dall’altro le auto come “gioco” per soddisfare un target emozionale che arriva ad auto premium e di lusso fino a quelle “su misura”.

Ma, e forse questo è il risultato più sorprendente, l’auto rimane al centro di ogni discorso sulla mobilità anche nelle nuove generazioni. Se l’80% dei consumatori ritiene che avrà ancora un’auto di proprietà nei prossimi 10-15 anni, questo numero sale al 92% tra i giovani (18-24 anni), percentuale che scende al 72% tra i “boomers” (55-65 anni).

Il car sharing deve crescere

Probabilmente questo è imputabile anche al fatto che il car sharing attualmente non rappresenta ancora una valida alternativa: è diffuso solo nelle città metropolitane e ha costi di gestione molto alti. Le 10mila auto dei car sharing in Italia vengono utilizzate settimanalmente solo dal 3% dei consumatori. Nel futuro il sistema dovrà abbracciare nuovi concetti per rendere il tutto effettivamente sostenibile, includendo la micromobilità e l’elettrico.

Il futuro è ibrido

Due gli elementi principali che guideranno le scelte dei consumatori: il desiderio di sposare il green ma anche l’attenzione al portafoglio. Ecco quindi che il 71%, nei prossimi 10-15 anni, comprerebbe un’auto ibrida, il 58% un’elettrica, il 41% a Gpl, il 37% a metano, il 32% benzina e il 27% diesel.

L’elettrificazione è quindi una tendenza ma ha barriere ancora importanti come: costi troppo alti (60%), scarsa autonomia (58%) e mancanza di stazioni di rifornimento (56%). Ecco quindi che solo il 38% degli intervistati considera possibile nei prossimi 10-15% uno scenario in cui le auto elettriche rimpiazzeranno i motori tradizionali ma il 56% lo considera più plausible tra 25-30 anni.

Guida autonoma: un lungo processo

Guida autonoma con intelligenza artificiale tra 25-30 anni, sia per gli esperti che per i consumatori. I primi considerano cruciale il supporto delle istituzioni per lo sviluppo delle infrastrutture. I secondi, benché vedano benefici importanti come il minore stress durante il trasporto, l’accessibilità e la sicurezza, evidenziano grossi limiti che individuano nei costi elevati dei veicoli (58%) nella difficoltà nello stabilire le responsabilità in caso di incidente (45%) e la mancanza di fiducia nella tecnologia/intelligenza artificiale (44%). Saranno comunque le Case auto ad essere i leader di questo cambiamento e gli esperti vedono in GM, Mercedes, Bmw, Volvo e Audi i players principali che hanno sviluppato tecnologie rilevanti in questa direzione.  

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