Ultimo aggiornamento  25 febbraio 2020 23:54

Cobat, non chiamiamoli rifiuti.

Marina Fanara ·

Tra batterie al piombo, pile portatili, pneumatici e apparecchiature elettriche ed elettroniche, nel 2018 sono state più di 140mila le tonnellate di rifiuti gestiti da Cobat, il consorzio che da oltre 30 anni si occupa di economia circolare. Delle 140mila tonnellate di prodotti a fine vita gestiti l'anno scorso dal consorzio, la maggior parte erano batterie al piombo e pile esauste (116mila tonnellate le prime e 6mila le seconde). In testa per quantità di materiali raccolti ci sono Lombardia, Veneto, Lazio e Campania (in particolare per le pile). 

Elettrodomestici alla rinascita

Trend in significativo aumento nel settore dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (per esempio, elettrodomestici di grandi e piccoli dimensioni, computer, TV, monitor, articoli di telefonia): in tutto 19mila tonnellate di materiali (+35,43% rispetto al 2017) raccolti grazie al lavoro dei 1.392 punti di raccolta Cobat sparsi per l'Italia. 

Asfalti e tessuti dalle gomme

Passiamo alle gomme, altro fiore all'occhiello del consorzio che anche nel 2018 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del Comitato per la gestione degli pneumatici fuori uso (Pfu) istituito dal ministero dell'Ambiente presso l'Automobile Club d'Italia

Anche il settore della raccolta e riciclo degli Pfu è in crescita costante: +6,5%, nel 2018, per un totale di oltre 2mila tonnellate, grazie a un aumento progressivo degli autodemolitori che si affidano al consorzio. Un settore strategico per l'automotive e l'economia circolare tanto che quest'anno è nata una società ad hoc, Cobat Tyre

Gli pneumatici fuori uso, se trattati a regola d'arte, permettono di ridurre la C02, dicono al consorzio, e possono essere riciclati per ottenere nuovi materiali (tipo gomme da usare per asfalti e arredi urbani e fibre tessili) oppure possono essere recuperati come energia.

Ma quali rifiuti

"Da oltre 30 anni Cobat è il braccio operativo di un'economia circolare che trasforma in nuove materie prime montagne di prodotti non più utili, erroneamente considerati rifiuti", sottolinea Giancarlo Morandi, presidente del consorzio. 

"Noi siamo costantemente impegnati per adeguarci ai cambiamenti in corso, normativi e tecnologici e seguiamo gli andamenti della politica e del mercato in Italia e in Europa", aggiunge il presidente, "tanto che oggi finalmente possiamo dire che l'economia circolare sta iniziando a diventare quello che tutti noi speravamo: la normalità, un pezzo importante per la sostenibilità che offre nuove opportunità all'industria, anche grazie alla sharing economy che permette di acquistare solo l'uso di un prodotto, con vantaggi per l'ambiente e l'intera economia".

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Cobat  · Economia circolare  · Pneumatici  · Riciclo  · Rifiuti  · 

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