Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 02:42

"The Italian Job”, ritrovata la Miura.

Paolo Odinzov ·

A distanza di 50 anni dalla prima di “The Italian Job” è stata ritrovata la Lamborghini Miura P400 utilizzata nelle riprese della celebre pellicola diretta dal regista Peter Collinson. Dopo l’uscita del film molti pensavano che l’auto fosse andata distrutta a seguito di un impatto contro un bulldozer previsto nelle riprese. Cosa poi smentita dalla casa di produzione Paramount Pictures che ha rivelato di aver richiesto alla Lamborghini una Miura color arancio già pesantemente danneggiata e quindi perfetta per la scena dell’incidente. E di aver in seguito ricevuto dal costruttore anche un’auto nuova dello stesso identico colore, guidata invece tra i tornanti e le curve del Gran San Bernardo dall’attore Rossano Brazzi.

Il ritrovamento

Di quest’ultima, venduta a fine riprese a un acquirente di Roma, fino ad oggi si erano perse le tracce scatenando la curiosità di appassionati e soprattutto l’interesse dei collezionisti. Ma adesso è la stessa Lamborghini a rivelare che è stato possibile individuarla grazie della competenza del Polo Storico: reparto che si occupa di preservare l'eredità della Casa di Sant'Agata Bolognese curando anche il restauro dei modelli più rari e preziosi.

Effettuando diverse ricerche commissionate dall’attuale proprietario, il collezionista del Liechtenstein Fritz Kaiser che possiede la "The Kaiser Collection of Vaduz", il Polo Storico Lamborghini ha certificato la Miura P400, telaio #3586 come l’auto originale del film. Per il riconoscimento è stata preziosa la testimonianza di alcuni attori e tecnici che hanno partecipato al cast di “The Italian Job” tra i quali Enzo Moruzzi, che portò l’auto sul set e la guidò in tutte le riprese come controfigura.

La testimonianza

“Alla catena di montaggio c’era una P400 praticamente finita, del colore giusto, guida a sinistra e con interni in pelle bianca” ricorda Moruzzi. “Era esteticamente identica a quella incidentata e abbiamo deciso di usarla per il film. L’unica cosa che ci preoccupava erano i sedili bianchi ed eleganti, dato che l’auto doveva tornare a Sant’Agata in condizioni perfette. Così ho chiesto di farli sostituire con dei sedili in pelle nera che usavamo per i test. Il problema erano però i poggiatesta, che sulla Miura sono attaccati al vetro divisorio fra abitacolo e vano motore e non poterono essere sostituiti in tempo. Nel film infatti si vedono“.

La Lotus anfibia di James Bond

Il ritrovamento della preziosa Lamborghini, in concomitanza con le celebrazioni per i 50 anni di “The Italian Job” presentato nel giugno del 1969, non è comunque l’unico caso di ritrovamento di una celebrità a quattro ruote sparita per lungo tempo dopo essere stata utilizzata per girare una famosa pellicola.

Clamoroso è il caso della Lotus Esprit anfibia bianca utilizzata da Roger Moore nei panni di James Bond in “La spia che mi amava” (decimo film sull’agente di Sua Maestà del 1977). Terminate le riprese alle Bahamas, l’auto fu spedita in un magazzino a Long Island, New York. Lì rimase per dieci anni fino a quando qualcuno non tirò fuori la misera somma di 100 dollari per comprare a scatola chiusa, alla scadenza del deposito senza che nessuno fosse venuto a ritirarlo, il container nel quale era contenuta.

L’acquirente, un piccolo imprenditore dalla vita assai modesta, non aveva neppure mai visto un film di Bond e si ritrovò in tasca una fortuna cedendo poi l’auto per un milione di dollari. Oggi il proprietario è Elon Musk, patron di Tesla.

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